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Con l’auto nella scarpata: muore a 62 anni

Nicola Santi (il quarto da destrae nel riquadro) con un gruppo di amici sulla neve di Abetone

Nicola Santi è stato con ogni probabilità colpito da malore mentre era al volante. Ha lavorato per 42 anni alla Saf

ABETONE. Una persona onesta, dolce e gentile. Nessuno dei suoi amici lo ricorda in maniera diversa, perché Nicola Santi, 62 anni della Val Buia di Abetone, aveva sempre una parola gentile per tutti e se incontrava i suoi amici magari era lui il primo a salutare e scambiare due parole.

Così, ieri mattina, una volta appresa la notizia della sua scomparsa, sono stati tanti i ricordi che sono stati espressi, anche sui social. Per essere ancora una volta vicini al loro amico e al dolore della famiglia. Nicola Santi è deceduto probabilmente a causa di un malore mentre era sulla sua automobile in Val Buia, percorrendo via Motte. È ipotizzabile che, sentitosi male, l’auto abbia proseguito per alcuni metri lungo la carreggiata fermandosi proprio sotto strada ma senza capottarsi. Nicola è stato trovato da un passante e una volta dato l’allarme, sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia municipale, il soccorso alpino, auto medica e la Misericordia di Abetone. Nonostante i tentativi di soccorso per Nicola Santi non c’era ormai più niente da fare.


Dopo 42 anni passati a lavorare per la Società Abetone Funivie come operatore degli impianti di risalita, da alcuni mesi, dalla scorsa primavera, era andato in pensione. Non ha fatto in tempo a godersela. «Per me era un amico vero – spiega Giampiero Danti, presidente della Saf, che nel ricordarlo non trattiene la commozione – e con lui ho condiviso 42 anni di lavoro. Una vita. Nicola era un operatore agli impianti di risalita soprattutto allo skilift della pista tre. Poi in estate si occupava di tutto ciò che è necessario fare per il mantenimento delle piste. Un uomo tranquillo – afferma Danti – buono, affabile con tutti. È davvero un dolore la sua perdita».

Nicola Santi era molto conosciuto ad Abetone ma anche nella vicina Fiumalbo, dove il fratello Piero, con la famiglia, gestisce il Bar Posta. In Val Buia, quasi al confine con la parte emiliana. «Mio zio era benvoluto da tutti – afferma Michela Santi, la nipote – -ed era veramente buono. Mi ha accompagnato per tutta la mia crescita e non c’è un ricordo preciso, ma ricordi di una vita. Mi ha anche insegnato a guidare».

Nicola non era figlio unico ma aveva il fratello Piero, la sorella Carmen, che da anni abita a Modena, una compagna e due figli. La sua grande passione erano le motociclette, le due ruote in genere. E lo sa bene l’amico di una vita Filippo Lo Giudice che di lui, su facebook, ha lasciato un toccante ricordo. «Siamo cresciuti insieme, i motorini truccati, le trote nelle Motte, le partite a pallone su campi in salita, le prime sciate, le caramelle quando partivo per i viaggi. Ti volevo bene come a un fratello – scrive Lo Giudige – ci volevamo bene come fratelli. Mi mancherai, con la tua gentilezza, la tua amicizia, il tuo sorriso uguale a quello di oltre 50 anni fa. Ciao Nicche, ciao. Chissà, magari ci rincontreremo».

«Un uomo molto disponibile – ricorda Giuseppe Montagna – sempre col sorriso sulle labbra e quando lo incontravi era lui il primo a salutarti e farti festa. Un amico con la passione delle moto». Nicola Santi sarà ricordato da tutta la comunità questa sera alle 20, 30 durante la recita del Rosario nella chiesa di Abetone. Poi sabato mattina, alle 9, 30, sempre nella stessa chiesa sarà celebrata la messa e successivamente il feretro sarà trasportato al cimitero di Fiumalbo dove la famiglia ha una cappellina.

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