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Abbandonò il fidanzato in coma sul pavimento: patteggia 14 mesi

Quarrata, invece di chiamare subito il 118 si mise a guardare gli sms sul cellulare del 43enne ristoratore colpito da emorragia cerebrale in casa durante la cena

QUARRATA. Quando il fidanzato, durante la cena, si era accasciato sul pavimento della sala da pranzo a causa di un’emorragia cerebrale, lei, invece di chiamare i soccorsi, gli aveva preso cellulare per scorrere i messaggi inviati e ricevuti. E dopo averli letti, in preda a un raptus di rabbia e gelosia, aveva afferrato dal tavolo una bottiglia di liquore e lo aveva colpito ripetutamente sulle gambe. Solo in seguito, dopo un paio d’ore, sempre in stato confusionale, aveva telefonato per chiedere aiuto: quando le condizioni dell’uomo, proprio a causa di questo ritardo, si erano ulteriormente aggravate, tanto che oggi, dopo tre anni, è ancora costretto in un letto incapace di comunicare col mondo esterno. Questa la ricostruzione che la procura della Repubblica ha fatto di ciò che avvenne la sera del 23 novembre 2018 nell’abitazione di Quarrata del 43enne allora cotitolare di un noto ristorante del comparto della Sala, a Pistoia.

Ricostruzione in base alla quale, con il consenso del pm Giuseppe Grieco, la fidanzata dell’uomo, Claudia Bartolini , 34 anni, ieri mattina, davanti al gup del tribunale di Pistoia, ha patteggiato la pena di un anno e due mesi di reclusione, con la concessione della sospensione condizionale subordinata al fatto che la donna faccia due mesi di volontariato in un ente individuato dal giudice. L’imputata era difesa difesa dagli avvocati Elena Baldi e Fausto Malucchi.


Le accuse nei suoi confronti erano quelle di abbandono aggravato di persona incapace e di lesioni personali, ma nel corso della precedente udienza davanti al gup le erano stati contestati anche i reati di minaccia e di molestie telefoniche, emersi dall’esame del cellulare della vittima.

Parti civili si erano costituiti il ristoratore (nella persona del suo curatore speciale) e i suoi genitori, rappresentati dall’avvocato Claudio Casciani, ma il ricorso al rito alternativo del patteggiamento gli ha esclusi dal procedimento penale.

Il capo di imputazione è stato formulato dal pm in base alle risultanze dell’incidente probatorio che si è svolto davanti al giudice delle indagini preliminari, nel corso del quale un consulente tecnico ha riferito quello che secondo lui era accaduto in base agli accertamenti peritali e alle indagini di polizia scientifica nell’abitazione del 43enne ristoratore. E anche sulla base delle dichiarazioni della stessa imputata, che tuttavia – come spiegato dai suoi difensori – quella sera non era lucida. Fatto sta che secondo la pubblica accusa l’aver abbandonato il fidanzato a sé stesso, incosciente sul pavimento, senza chiamare i soccorsi avrebbe aggravato le conseguenze dell’emorragia cerebrale che lo aveva colpito: “completamente disinteressandosi, iniziava a leggere i messaggi presenti nel telefono cellulare dell’uomo.

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