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Il vescovo di Pistoia contro i cattolici no-vax: «Non si adducano motivi religiosi per il no al vaccino»

Un simbolo utilizzato dai «no vax» e monsignor Fausto Tardelli

Dura presa di posizione dalle pagine del settimanale diocesano “La Vita”. «Siamo di fronte ad un palese travisamento della fede cristiana e cattolica»

PISTOIA. «In punta di penna», ma mica tanto. Il duro articolo del vescovo Fausto Tardelli pubblicato domenica sulle pagine del settimanale diocesano “La Vita” smentisce – almeno in parte – il titolo della rubrica con la quale il presule di solito commenta le notizie di attualità. Questa volta i lettori del settimanale, che da tempo esce come inserto domenicale del quotidiano “Avvenire”, hanno potuto leggere una pesante rampogna per chi, da cattolico, si professa “no vax”. «Veramente non riesco a capire – scrive Tardelli – come possano dei cattolici convinti, almeno così si professano, essere accanitamente dei “no-vax”. Non ci arrivo proprio. Sento e leggo a volte discorsi che non stanno né in cielo né in terra, ammantati di motivazione addirittura di fede».

Incisivo, diretto, tutt’altro che morbido, l’attacco del vescovo. Che ci tiene subito a precisare: non è un problema di avere opinioni diverse, queste sono pienamente ammissibili in una comunità come quella cattolica, dove al di là delle verità di fede, è pienamente ammessa la libertà di pensiero. «Qui però – eccepisce Tardelli – si va oltre. Si fanno accuse con una violenza inaudita. Si cita satana e le potenze delle tenebre, che sarebbero dentro i vaccini. Si afferma una fede che è puro fideismo e superstizione, perché manda a farsi friggere quella ragione di cui il buon Dio ha dotato gli esseri umani. No. Non ci siamo. Qui c’è un palese travisamento della fede cristiana e cattolica».


Insomma, l’accusa del vescovo Tardelli a certi “no vax” cattolici è chiara: non è loro consentito di ammantare di motivazioni religiose il rifiuto aprioristico e irrazionale delle acquisizioni scientifiche su cui si basa la creazione dei vaccini e lo sforzo per utilizzarli, a livello mondiale, contro la pandemia da coronavirus. Fare discorsi del genere non è altro che «una deplorevole deriva che per grazia di Dio riguarda solo una esigua minoranza di fedeli. Ma da questi sedicenti cattolici non bisogna farsi abbindolare».

Una conclusione netta, in linea con il resto dell’articolo. Che è destinato con ogni probabilità a sollevare discussione e dibattito nel mondo ecclesiale pistoiese, dove finora, in realtà, le voci contrarie alla campagna vaccinale non hanno avuto molta eco pubblica. Nelle parrocchie, invece, ha prevalso un atteggiamento sostanzialmente collaborativo, con una applicazione – ad esempio – particolarmente attenta delle norme anti-Covid per la partecipazione alle celebrazioni, soprattutto quelle domenicali.