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L’appello di un medico di base: «Vaccinatevi e seguite le regole»

Secondo il dottor Sandro Andreotti alla fine saranno i bambini a subire il danno psicologico più grave

PITEGLIO. « Sulla Montagna pistoiese non s’intravvede ancora la luce in fondo al tunnel. Nonostante l’impegno di tanti, rimaniamo in una fase interlocutoria della pandemia». Un’immagine in chiaroscuro quella che dà Sandro Andreotti, medico di base a Piteglio.

«Sta andando bene la terza dose, elevata è la partecipazione alla profilassi anti-influenzale ma – dato di fondo – la gente è stanca, al limite della resistenza fisica e mentale – spiega – però lotta per mantenere una parvenza di normalità e continuare la propria vita sociale ed economica. Sotto il profilo psicologico – precisa sollevando un concetto quanto mai delicato – saranno comunque i bambini ad avere, un domani, il maggiore danno, con chissà quali cicatrici nel loro animo».


E ora arriva la quarta ondata. Inevitabile dato il dilagare di errati comportamenti sociali?

«Attualmente, da un punto di vista pandemico, siamo in una fase interlocutoria, in quanto ci sono più variabili in atto – risponde il dottor Andreotti – L’arrivo della stagione fredda, che contribuisce alla circolazione delle forme da raffreddamento, la non completa conoscenza del comportamento virale e la relativa risposta alla vaccinazione di massa effettuata. I dati fin’ora in nostro possesso indicherebbero un contenimento alla circolazione virale proprio grazie all’alta percentuale dei vaccinati. Non solo, anche grazie al mantenimento dei dispositivi di protezione individuale da parte della maggioranza delle persone».

A che punto è la somministrazione della terza dose sui pazienti fragili?

« Comunque sia, come medici di medicina generale, stiamo partecipando attivamente alla somministrazione della terza dose del vaccino per il Covid-19. Spesso nella stessa seduta somministriamo anche l’antinfluenzale, con molto apprezzamento da parte dei pazienti stessi».

Sta riscontrando maggiore aderenza la vaccinazione antinfluenzale?

«Sicuramente l’interesse verso la vaccinazione per l’influenza è elevato, lo è sempre stato. Certo, sono momenti, per noi, al limite della resistenza fisica e mentale, e le persone lo vedono e lo sentono. La popolazione è abbastanza stanca, vorrebbe una scomparsa del tutto , un ritorno alla vita quo ante, però lotta per mantenere una parvenza di normalità per continuare la propria vita sociale ed economica. Proprio in ragione di ciò la speranza che la curva dei contagi e il conseguente impegno delle strutture ospedaliere possa essere mantenuto su livelli accettabili è propria di ciascuno di noi, affinché si possano evitare nuove chiusure, soprattutto ora che andiamo verso il periodo delle festività natalizie».

Quando si potrà ad intravvedere la luce in fondo al tunnel?

« Vorrei rinnovare l’appello a vaccinarsi, a mantenere comportamenti consoni al periodo che stiamo vivendo per interrompere il più possibile la circolazione virale. Vorrei altresì invitare a pensare che questa malattia non colpisce solo gli altri ma può colpire tutti noi, indistintamente. E vi assicuro che quando si entra in quel tunnel non si vede affatto la luce in fondo, ma si inizia un percorso il cui esito non è affatto scontato».

Come stanno vivendo i bambini, sul piano psicologico, questo momento? Rimarranno sempre tracce nel loro animo?

«A posteriori potremo fare dei bilanci di ciò che è stato. Credo fermamente che saranno tutt’altro che positivi, porteremo dentro di noi questa esperienza per tanto tempo, liberarcene non sarà facile. Il mio pensiero va soprattutto ai bambini, ai giovani, che sicuramente hanno sofferto in silenzio, sono stati, a mio avviso, la parte più debole della popolazione, scarsamente avvezzi alle difficoltà: chissà quali cicatrici lascerà nei loro animi».

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