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Niente blocco dei rubinetti a chi non paga: intervengono Comune di Pistoia e Publiacqua

Il palazzo dia Gentile 40/G alle Fornaci

Accordo per quattro palazzi di alloggi popolari alle Fornaci e Bottegone: cancellate bollette arretrate per quasi 300mila euro

 PISTOIA. Accordo fatto tra Comune, Publiacqua e Spes per risolvere almeno una parte dell’emergenza morosità negli alloggi pubblici delle Fornaci e di Bottegone. In questo modo si riuscirà a garantire che nessuno si ritrovi con la fornitura dell’acqua bloccata o sfrattato per morosità. Si avvia quindi a positiva conclusione una discussione iniziata nell’ormai lontanissimo 2012, che coinvolge direttamente oltre cento famiglie per un valore complessivo di bollette non pagate di oltre 294mila euro. Si tratta in particolare, dei 15 alloggi del palazzo di via Gentile 96 e dei 50 di quello di via Gentile 40/G, entrambi alle Fornaci; inoltre, dei 26 alloggi di via Di Vittorio 9 e dei 16 di via D’Aragona 110-114-118, a Bottegone.

Da precisare che il fenomeno delle bollette non pagate non riguarda certo solo questi edifici, ma è molto più vasto: in provincia i mancati incassi che pesano sul bilancio della Spes, per quanto riguarda i servizi (non solo l’acqua, quindi) supera i due milioni e mezzo, come risulta dagli ultimi dati di bilancio.


Un fenomeno, del resto, facilmente spiegabile: se certamente tra gli assegnatari di case popolari non mancano i furbetti che finora sono riusciti ad evitare di pagare acqua, luce e gas, la grande maggioranza degli inquilini non paga perché si trova in grosse difficoltà economiche. Che questi due anni di pandemia non hanno certo alleviato.

Tra tutte, la situazione più difficile è senz’altro quella del palazzo di via Gentile 96, utilizzato dal Comune per alloggiarvi le persone in situazione di emergenza abitativa, dunque i casi più difficili dal punto di vista sociale ed economico.

Cosa prevede l’accordo, presentato alla giunta nei giorni scorsi dalla vicesindaca Anna Maria Celesti? In estrema sintesi, il Comune verserà a Publiacqua 158mila euro per pagare una parte delle bollette rimaste inevase e quindi per evitare il concreto rischio che tante famiglie si ritrovino con i rubinetti all’asciutto (o, piuttosto, con una pressione minima, come prescrive la legge). In particolare, 85mila euro saranno destinate a ripianare i debiti delle famiglie di via Gentile 96, gli altri 73mila per gli inquilini degli altri tre fabbricati.

Publiacqua, da parte sua, accetta di stralciare i debiti di tutti gli inquilini che non vivono più in alloggi pubblici: è una sforbiciata che vale 127mila euro circa. La parte che riguarda gli ex inquilini di via Gentile 96 vale 61mila euro.

E Spes? Si impegna, in tutti e quattro i fabbricati, a far installare a Publiacqua contatori singoli appartamento per appartamento, in modo che sia immediata la constatazione della situazione debitoria di ciascuna famiglia. C’è poi da dire che molte famiglie hanno concordato con Spes una rateizzazione del debito. In questo caso la società si impegna a riversare ogni sei mesi al Comune gli importi incassati, per quanto riguarda gli inquilini di via Gentile 40/G e dei due palazzi di Bottegone.