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Guardia medica al collasso a Pistoia, l’Asl cerca di invogliare i giovani dottori

A Pistoia segnalati disservizi nel fine settimana Mannelli (Sds): guadagnano di più facendo i vaccinatori

PISTOIA. Il sistema di guardia medica è al collasso. Ne sono talmente consapevoli anche i dirigenti Asl che ieri mattina, a Firenze, c’è stato un incontro a livello di Rete sanitaria territoriale Asl Toscana centro per cercare soluzioni in grado di “riqualificare il servizio”. «Renderlo appetibile per i giovani medici», spiega il dottor Daniele Mannelli, direttore della Società della salute pistoiese, che non entra nel merito delle soluzioni pensate in attesa dell’incontro con le organizzazioni sindacali.

Prendiamo questo fine settimana e il racconto di una nostra lettrice per la disavventura vissuta. Nel Pistoiese sono attivi sette presìdi di guardia medica: a Pistoia (ex ospedale del Ceppo), Agliana, Quarrata, Sambuca, San Marcello, Cutigliano, Marliana. Nell’ultimo weekend sono rimasti scoperti diversi turni: sabato 20 novembre Cutigliano/Abetone sia diurno che notturno, Pistoia diurno, Quarrata sia diurno che notturno; domenica 21 novembre Cutigliano/Abetone solo diurno, San Marcello solo diurno, Pistoia diurno dalle 8 alle 14 e dalla mezzanotte alle 8 di ieri mattina.


Se succede di avere bisogno di assistenza notturna o di una ricetta in un comune dove la guardia medica quel fine settimana non c’è bisogna rivolgersi al presìdio più vicino. Che comunque tanto vicino non è.

«Una delle misure che abbiamo messo in atto per sopperire alla carenza di medici – spiega Mannelli – è la centrale unica di continuità assistenziale. Da marzo abbiamo un unico numero urbano: lo 0573 (perché la centrale dell’Asl centro è a Pistoia – 454545. Rispondono degli operatori che localizzano la chiamata e la passano al punto competente di continuità assistenziale. Mediamente la consulenza telefonica gestisce il 50 per cento delle richieste di intervento».

Ha chiamato quel numero anche Annamaria Bertolotti, madre di un ragazzo di 20 anni che la notte precedente si era sentito male. «Ho chiamato la guardia medica e il dottore mi ha detto di andare in farmacia a comprare le fiale di Plasil per fargli un’iniezione, ma in farmacia mi hanno risposto che serviva la ricetta scritta e mi hanno suggerito di andare al presìdio del Ceppo. Peccato che quando sono arrivata lì l’ho trovato chiuso». «C’è stato un difetto di comunicazione – spiega Mannelli – In questi casi può essere inviata al paziente una ricetta elettronica tramite cellulare». Fatto sta che la signora è andata a Quarrata, nella sede della Croce rossa, dov’era attivo il servizio di guardia medica anche per Pistoia, e ha chiesto la ricetta. «Sono passate due ore e mezzo dalla telefonata a quando ho potuto fare l’iniezione a mio figlio».

Per le festività la situazione è destinata a peggiorare. «Molti dottori – conferma Mannelli – si prendono dei giorni di ferie ed è difficile trovare medici sostitutivi». Al bando regionale di marzo per l’Asl centro si cercavano 134 guardie mediche, e hanno risposto in tre. «Abbiamo aumentato il numero con qualche supplente, ma la situazione è drammatica». A concorrere a questo “dramma” sono più fattori: la carenza di medici (a livello nazionale) è uno di questi. «Poi aggiungiamo altri due fattori: stanno andando in pensione tantissimi medici di base, prevediamo molti pensionamenti fino al 2024. La guardia medica era un servizio in più per il giovane medico uscito dall’università nell’attesa di diventare medico di base, ma ora questi tempi si sono enormemente accorciati. In più – aggiunge Mannelli – sono aumentati i posti nelle scuole di specializzazione. È un dato positivo, ma non per il servizio di guardia medica, perché dopo la laurea in tanti vanno subito lì». Aggiungiamo scelte nazionali (università a numero chiuso) o regionali come i maggiori guadagni per chi decide di diventare medico vaccinatore o entrare in una squadra Usca (che visita a domicilio i sospetti casi Covid). Insomma, al momento, non conviene fare la guardia medica. «Abbiamo pensato a misure compensative per garantire il servizio ai cittadini. Vorremmo favorire la scelta della guardia medica». A giorni il confronto coi sindacati. Incrociando le dita che per Natale non ci si ammali nel fine settimana.

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