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«Troppo presto Jump»: addio al dj di radio Rombo, Quarrata in lutto

Italo Nardini (il secondo da destra) con alcuni amici del Byblos, storica discoteca quarratina

Colpito da malore nella sua abitazione. Gestiva un negozio di parrucchiere per donna a Casini

QUARRATA. «Italo aveva una passione per il rock e la disco. E per Jump, dei Van Halen. La metteva sempre, all’inizio e alla fine di ogni trasmissione. E noi lo chiamavano Jump». Il sorriso nelle parole si mescola alla malinconia. «Intelligente e spiritoso, era il belloccio del gruppo. Piaceva alle ragazze». Così lo ricorda Antonio Mancin, dj di una delle prime radio libere provinciali. Quelle realtà nate tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, fatte di passione e un po’ di improvvisazione, entusiasmo e scarso interesse all’ottica del profitto, a cui Eugenio Finardi ha dedicato una delle sue canzoni più note, “La radio”, appunto.

Italo Nardini bazzicava le radio sin dall’adolescenza. Ad Agliana, in una piccola radio locale, lo accompagnava mamma Albina in macchina. Poi c’è stata radio Rombo, e le serate da dj al Byblos, storica discoteca quarratina. Aveva un carattere estroverso, “da compagnia”. Era conosciutissimo, e oggi non è solo Quarrata a sentirsi triste per la sua scomparsa. È deceduto sabato pomeriggio nella sua abitazione di Casini, colpito da un malore, probabilmente un infarto o un aneurisma. Aveva compiuto 60 anni il 16 agosto. Il funerale sarà celebrato oggi alle 15 nella chiesa di Casini e c’è da aspettarsi che, nel rispetto delle disposizioni anti Covid, saranno comunque tanti quelli che verranno a dargli un saluto. «Non ha fatto in tempo ad andare in pensione», commenta il fratello maggiore Sauro, che gestisce un negozio di parrucchiere per uomo accanto al negozio di parrucchiere per signora di Italo. Un’attività eredita dai genitori. «Era il 1951 – racconta Sauro Nardini – quando babbo Enzo e mamma Albina hanno aperto il negozio di Casini. Noi abbiamo seguito le loro orme. Italo ha iniziato nel 1978, affiancando mamma, poi ha rilevato la licenza nell’82». Lascia la moglie, Lucia, e i figli Niccolò, di 26 anni, e Sofia, che compirà 17 anni tra pochi giorni.


C’erano proprio i figli quando si è sentito male, sabato, ma la telefonata tempestiva al 118 non è bastata. «Mio fratello – spiega Sauro – aveva subìto un importante intervento chirurgico alle arterie a giugno. Era sotto controllo, ma purtroppo non è stato sufficiente».

Posato, allegro, non un solitario, di sicuro. Conosceva tante persone per la sua professione di parrucchiere, ma anche per il “lavoro” a radio Rombo, dove era arrivato alla fine degli anni ’70. «Radio Rombo – ricorda Alessandro Cartei, sindacalista Cgil, un altro dei “ragazzi” di quella stagione – fu fondata nel 1976 nel box vicino casa da Eleonora Turi, la nostra “Nori”, che in tanti ricorderanno per il programma sulle dediche. Italo era appassionato di rock e musica disco. Metteva sempre “Jump” all’inizio e alla fine delle trasmissioni. Lo prendevamo in giro, ma lui ci sorrideva».

«Erano – ricorda Mancin – gli anni del grande boom delle radio libere, dopo decenni di monopolio Rai e prima della nascita dei grandi network, che hanno di nuovo appiattito la scena musicale. Ci divertivamo. La mattina preparavamo una trasmissione comica che si chiamava “Elettroshock”, anche se in realtà la grafia giusta sarebbe stata “Elettrosciocc”, perché facevamo gli sciocchi, tentando di emulare, appena ventenni, maestri come Arbore, Boncompagni, Verde, Amurri».

Tre anni fa quelli di radio Rombo si sono ritrovati. Una reunion di cuore e amarcord da cui è partito qualche progetto. «Come – spiega Cartei – l’organizzazione di alcune serate del Settembre quarratino. Grazie a un altro del gruppo, Alessandro Ferrari, che è nello staff di miss Italia, Italo si è occupato dell’acconciatura delle miss». Nelle tappe toscane del concorso è stato il parrucchiere delle aspiranti reginette in diverse occasioni.

«Quando mi hanno telefonato per dirmi che era morto non riuscivo a crederci – dice Roberto Prioreschi, un altro amico – Dovevamo vederci sabato con le mogli per una pizza. Tutto così improvviso. Ingiusto». Troppo presto Jump.

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