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Sentenza sul ponte del nuovo ospedale, il Comune di Pistoia pagherà un milione e mezzo

ll cantiere per la realizzazione del ponte della tangenziale su via Ciliegiole

Lavori contestati e non completamente pagati: il tribunale di Pistoia ha dato ragione alle richieste della società edile Rosi

Oggi, il 24 e il 25 novembre la prima commissione del consiglio comunale affronterà i numeri della nona variazione di bilancio di quest’anno tormentato. I nuovi aggiustamenti di entrate e uscite che l’assessore Margherita Semplici esporrà oggi pomeriggio ai commissari sono in parte dovute – come le altre volte quest’anno – alle ripercussioni dell’emergenza Covid e ai mezzi finanziari straordinari messi in campo per fronteggiarla. Ma le cifre più pesanti riguardano un debito fuori bilancio da oltre un milione e mezzo per una sentenza del tribunale civile di Pistoia sfavorevole al Comune e un altro milione e mezzo che l’amministrazione spenderà per il risanamento della Spes (vedi articolo in questa stessa pagina).

La sentenza, che è stata notificata al Comune già nell’ottobre scorso, riguarda un lungo contenzioso (avviatosi nel 2016) con l’azienda edile Rosi spa, uno degli operatori più noti del settore, che in molti casi ha effettuato importanti lavori per l’amministrazione comunale.


L’appalto su cui si sta consumando uno scontro legale durissimo, che con questa sentenza vede segnare un punto importante a favore della stessa Rosi, riguarda il grande ponte sulla tangenziale cittadina che scavalca via Ciliegiole e che consente l’accesso diretto all’ospedale San Jacopo. Un’opera da 3,7 milioni, il cui progetto venne sostanzialmente modificato dopo l’aggiudicazione, aperta nel 2012 e finita prima nell’inchiesta e poi nel processo Untouchables, per gli appalti “pilotati” a Pistoia.

Al di là di queste vicende strettamente giudiziarie, intorno all’opera si è intrecciato subito un contenzioso civile complicatissimo, con il Comune a rifiutare pagamenti ritenuti ingiustificati e la Rosi, viceversa, a pretenderli. La storia è stata ulteriormente appesantita dalle difficoltà del Comune a saldare tempestivamente le varie fatture a causa dei vincoli introdotti, per alcuni anni, dal cosiddetto “patto di stabilità” deciso dal governo.

Fatto sta che la causa civile intentata dalla Rosi contro Palazzo di Giano è approdata ad una prima sentenza, che vede il Comune soccombere. Il giudice, infatti, ha stabilito che l’amministrazione dovrà versare un milione 556.394 euro nelle casse della società edile. Il Comune ha già preannunciato ricorso, ma intanto è chiamato a versare la gigantesca somma richiesta. Nella delibera all’esame da oggi della commissione 1, sono indicate le fonti di finanziamento: 642mila euro saranno presi dalle somme originariamente presenti nel quadro economico dei lavori e non spese; altri 892mila, invece, sono una quota di avanzo di amministrazione (cioè di soldi che il Comune aveva da parte, per capirsi) già destinati al pagamento di sentenze sfavorevoli. L’intera operazione, comunque, sarà portata entro pochi giorni all’esame dell’intero consiglio comunale.

Nell’attesa, vale la pena ricordare che il famoso ponte è tuttora privo di collaudo amministrativo. Non si tratta di nulla di pericoloso, bene chiarirlo: in questo caso il collaudo non si riferisce alla sicurezza della struttura, ma all’accertamento tecnico della rispondenza dell’opera al progetto originario e alle sue varianti approvate.