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Focolaio nella Rsa Stella di Monsummano, morte due anziane ospiti della struttura

La Residenza sanitaria Stella di Monsummano

Il cluster scoppiato a fine settembre, chiuso il centro diurno. La sindaca: stiamo cercando di capire da dove è partito

MONSUMMANO. Focolaio Covid in una casa di riposo a Monsummano Terme. Il cluster è iniziato a settembre e ieri il bollettino ha registrato due morti, due anziane ospiti della Rsa Stella: Neda Marisa Mercantelli, di 89 anni, e Maria Luisa Minoca, di 87 anni.

La struttura gestita dalla società della salute è in grado di ospitare 56 persone. Per ora a scopo cautelativo è stato chiuso il centro diurno e la Rsa è in zona rossa. La bolla è partita alla fine di settembre come spiega la direttrice Maria Fumarola: «L’ultimo tampone del 4 novembre ha evidenziato che in diversi si sono negativizzati e alcuni pazienti sono passati “in bassa carica”, ora c’è grande attesa per quello del 22 novembre. La nostra speranza è che ci siano ulteriori ospiti negativi all’infezione».


A proposito delle due signore morte, spiega la sindaca di Monsummano Simona De Caro «non è chiaro se sono morte di Covid o per Covid, diciamo che il virus potrebbe aver accelerato una situazione già critica». I dati ufficiali registrano dieci positivi a bassa carica, dieci positivi e due ricoverati. Adesso è tempo di capire come sia potuto accadere. «Senz’altro siamo rimasti spiazzati, perché proprio non ce lo aspettavamo – commenta Maria Fumarola – In una fase molto acuta forse poteva succedere. Ma adesso proprio no. Tutti i contatti con i familiari sono avvenuti in sicurezza, abbiamo rispettato il protocollo che sia l’Azienda sanitaria che la nostra direzione interna ci avevano dato». Distanziamento, mascherine, impossibilità di toccarsi. «Nella nostra struttura – aggiunge la direttrice – abbiamo la stanza degli abbracci, siamo gli unici in Valdinievole ad aver allestito questo spazio specifico. Proprio per garantire la sicurezza durante gli incontri».

La zona rossa non ha fermato i contatti con i parenti. «Da quando abbiamo la bolla Covid – conferma Fumarola – stiamo facendo video chiamate, per garantire il collegamento con le persone all’esterno. Gli anziani possono relazionarsi con i parenti. Di contro noi indossiamo sempre le tute di protezione e usiamo tutti i dispositivi anti contagio. Abbiamo un tablet a disposizione esclusivamente delle persone positive nel reparto della zona rossa. Abbiamo messo in atto tutte le procedure da protocollo. Ci auguriamo che il tampone del 22 novembre sia negativo».

Una situazione imprevedibile anche per la sindaca di Monsummano. «Veramente non me lo aspettavo – afferma – Questa struttura la conosco molto bene. Ci sono stata alcuni mesi fa per festeggiare una signora centenaria e ho potuto constatare le norme di sicurezza che mettono in atto. Non mi sono potuta neppure avvicinare, sono molto rigidi e professionali». De Caro evidenzia la necessità al più presto della terza dose soprattutto per i soggetti più fragili e anziani. «Anche per tutta la popolazione – asserisce – Personalmente sto aspettando il mio turno e quello di tutta la mia famiglia, dai miei figli fino a mia madre. Occorre essere più veloci del virus. Nel caso della Rsa Stella l’Asl deve capire come sia potuto accadere. A prescindere dall’età penso a tutte le famiglie che hanno i parenti o i genitori in una Rsa. La situazione per loro da quasi due anni è molto delicata. Questa situazione mi ha lasciato spaesata. Faranno delle indagini. Sono sempre più convinta della necessità della terza dose. Mi fido della scienza. Vorrei il vaccino obbligatorio per tutti», non esita a dire la sindaca.

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