Contenuto riservato agli abbonati

Bufera sui vigili di Agliana, la comandante arrestata: «Sono distrutta ma del tutto estranea alle accuse»

E l’avvocata Bonaiuti attacca: «Ci voleva riserbo sull’inchiesta, così sono stati gravemente violati i diritti dell’imputata»

AGLIANA. «Lara Turelli? È una donna incredula e distrutta, che si è dichiarata subito del tutto estranea alle accuse rivoltele». L’avvocata Pamela Bonaiuti ha ricevuto ieri l’incarico di difendere la comandante dei vigili urbani di Agliana, 49 anni, nata a Prato ma residente ad Agliana, dalle accuse di atti persecutori, falso ideologico, calunnia e rivelazione di segreti d’ufficio, accuse per le quali si trova da martedì mattina agli arresti domiciliari. Stesse accuse e stesso provvedimento sono scattati anche verso un’altra agente del comando aglianese, Claudia Vilucchi, 43 anni, pistoiese residente a Quarrata.

Secondo la procura della repubblica di Pistoia (le indagini sono dirette dai sostituti procuratori Luisa Serranti e Claudio De Gaudio), le due donne avrebbero perseguitato sistematicamente soprattutto due colleghe, l’ispettore Sonia Caramelli e l’agente Vanessa Traversi, per imporre il loro controllo totale sull’ufficio, utilizzando minacce, offese personali e pretestuosi procedimenti disciplinari. Non solo: secondo le accuse, le due volevano creare le condizioni perché l’agente Traversi lasciasse Agliana e si creassero condizioni favorevoli alla proroga ad oltranza del contratto a termine con cui era stata assunta Claudia Vilucchi.


Accuse pesanti, inquadrate in una vicenda che ha scosso l’amministrazione comunale e tutta la comunità aglianese. Il giudice per le indagini preliminari Alessandro Azzaroli, che ha firmato l’ordinanza per l’applicazione delle misure cautelari, interrogherà lunedì prossimo sia Lara Turelli che Claudia Vilucchi. In quella sede sarà possibile prendere atto delle scelte difensive delle due imputate, che hanno la possibilità di rispondere al magistrato oppure no.

L’avvocata Bonaiuti ha avuto appena il tempo di leggere l’ordinanza, quindi sul merito della vicenda preferisce non fare commenti. Ma su un punto ci tiene a dire la sua con chiarezza. «Trovo gravissimo il fatto – dice – che il contenuto dell’ordinanza di custodia cautelare sia stato divulgato. E non sto accusando la stampa, che fa il suo lavoro. Ma dico che per giustificare gli arresti domiciliari, è proprio l’ordinanza a fare riferimento anche al rischio di inquinamento delle prove. E precisamente questa circostanza avrebbe dovuto imporre il massimo riserbo istruttorio. Invece averne dato così ampia notizia potrebbe impedire l’accertamento della verità dei fatti, perché ora tutti conoscono il contenuto delle accuse. Non bisogna mai dimenticare che la Turelli, per il momento, è solo indagata e per lei vale la presunzione di innocenza. Quindi anche i suoi diritti avrebbero dovuto essere tutelati, mantenendo temporaneamente il necessario silenzio. Così, invece, la difesa ha subito una gravissima lesione. La mia cliente è sconvolta per questo: lei confidava molto su quello che sarebbe potuto emergere dalle indagini. Cominciamo nel modo peggiore possibile».