Agliana, ai domiciliari la comandante e una agente della polizia municipale: le accuse e dove nasce l'indagine

I carabinieri hanno arrestato Lara Turelli e una vigilessa.Tra le accuse atti persecutori, falso ideologico, calunnia e furto. L'indagine partita dalla denuncia di una ex collega. Video: le parole del sindaco

AGLIANA. I carabinieri di Pistoia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per indagini preliminari del tribunale di Pistoia su richiesta della Procura, hanno sottoposto ad arresti domiciliari la comandante della polizia municipale di Agliana, Lara Turelli, e l'agente Claudia Vilucchi.

Sono indiziate a vario titolo e in concorso tra loro di atti persecutori, falso ideologico, calunnia e rivelazione di segreti d’ufficio. Una di loro è anche accusata di furto aggravato.

LA DENUNCIA DI UNA COLLEGA PER FURTO

L’indagine, condotta dai carabinieri della stazione di Quarrata e Montale, insieme alla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri, con il coordinamento dell’autorità giudiziaria, nasce dalla dichiarazioni presentate da una ex collega delle odierne indagate, che nel novembre 2020, si era recata alla stazione di Quarrata per presentare una denuncia di furto riguardante le chiavi della sua auto, sottrattele dal suo armadietto nella sede della polizia municipale di Agliana dove la stessa prestava servizio in qualità di agente.

Il furto avvenuto all’interno di un comando di polizia, nei danni di un agente in servizio, ha destato subito alcuni sospetti, anche in considerazione del fatto che l'auto della denunciante non era stata poi rubata, così come nulla al suo interno era stato sottratto. I militari iniziavano quindi alcuni accertamenti, tra i quali l’acquisizione di filmati e l’ascolto di persone potenzialmente informate sui fatti. È stata anche riconvocata l'agente che ha denunciato per approfondire le circostanze del furto.

Agliana, comandante dei vigili arrestata. Il sindaco: "Caso grave, ecco come ci muoveremo"

COSA ACCADEVA NEL COMANDO DI POLIZIA

Durante queste attività sono emersi elementi indiziari circa l’esistenza di un clima di forte tensione all’interno della polizia municipale di Agliana, determinato da comportamenti apertamente ostili assunti nei confronti di alcuni dipendenti “non graditi”. Questi comportamenti, concretizzatisi in plurimi e pretestuosi procedimenti disciplinari, demansionamenti arbitrari, ingiurie alla presenza di altri colleghi e anche di privati cittadini, avevano visto un’escalation da quando nel comando era giunta una nuova agente, assunta nonostante fosse gravata da una sentenza passata in giudicato per il reato di calunnia e che fosse stata precedentemente licenziata da un’altra comando di polizia municipale toscano proprio per aver omesso questa rilevante informazione ai fini dell’assunzione.

In virtù dell’assenza dei requisiti previsti per l’assunzione, risultavano essere stati prodotti documenti falsi finalizzati alla riconferma nel ruolo dell’agente. Nel corso delle indagini, sono emersi altresì elementi idonei a ritenere che le indagate inviassero esposti anonimi e accusatori nei confronti di chiunque si opponesse al loro progetto di “modellare” il comando di Agliana “a loro immagine e somiglianza”. Questi scritti, in violazione del segreto d’ufficio, sarebbero stati inviati anche ad alcuni organi di stampa locale con l’intento di accrescere il clima di pressione intorno alle vittime del loro disegno, additandole quali responsabili di abusi e reati.

GLI ARRESTI

Le due indagate sono state quindi sottoposte agli arresti domiciliari in quanto, in virtù del ruolo e della funzione ricoperta, ritenute potenzialmente in grado di reiterare i reati e di alterare eventuali ulteriori elementi probatori. Contestualmente, gli uffici del comando della polizia municipale di Agliana sono stati sottoposti a perquisizione, con il sequestro di supporti informatici e documenti ritenuti utili ai fini investigativi.

RIPRODUZIONE RISERVATA