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A Pistoia in 1.400 senza medico di famiglia da fine mese

Il dottor Simone Iadevaia se ne va: doccia fredda per gli abitanti delle principali frazioni pistoiesi collinari e montane

Pistoia. Per coloro che abitano nelle frazioni montane del comune di Pistoia si tratta di un inatteso dejà-vu. A Orsigna, Pracchia, Le Piastre, Cireglio: dopo soli due anni dalla battaglia combattuta e vinta per continuare a avere il medico di famiglia, in questi giorni l’incubo di dover fare a meno del servizio è tornato. L’attuale medico di base, Simone Iadevaia, alla fine del mese se ne andrà e i suoi circa 1.400 pazienti rimarranno senza assistenza.

«Un grave problema» è stato definito da coloro che si stanno occupando di trovare una soluzione. La popolazione delle frazioni e dei borghi collinari e montani di quella parte del territorio comunale è per la maggior parte anziana e per tanti sarebbe impossibile raggiungere ogni volta Pistoia città per andare dal proprio medico di famiglia. Una figura fondamentale per i paesi montani.


L’attuae medico ha reso nota la sua imminente partenza con un avviso.

«Sono risultato vincitore di un concorso e pertanto sono costretto a dare le dimissioni dal mio ruolo di medico di medicina generale – ha scritto il medico nelmessaggio inviato ai proipri assistitoi – La direzione sanitaria sta già lavorando per garantire una continuità terapeutica e assistenziale per voi pazienti».

Ma i cittadini non sono per niente tranquilli, e si stanno adoperando per trovare una soluzione.

«È una situazione grave e urgente – spiega Saro Piccione della farmacia di Cireglio – e bisognerà trovare un sostituto in fretta, visto che l’attuale medico terminerà il suo ruolo con la fine del mese. La popolazione di questi paesi è prevalentemente anziana e non è possibile pensare che possa spostarsi a Pistoia per le viste mediche. Inoltre c’è la problematica dell’emergenza sanitaria ancora in atto e la prossima vaccinazione per le influenze. Mi sono subito attivato per parlare con il dottor Mannelli ma non mi è riuscito, a causa dei suoi impegni, e abbiamo fatto presente il problema anche ad un consigliere comunale che oggi pomeriggio (ieri per chi legge, nda) avrebbe riferito in consiglio comunale. Il sindaco Alessandro Tomasi è sempre stato sensibile a questo argomento e anche la scorsa volta si attivò subito».

Dopo che il medico di famiglia Luciano Carradori andò in pensione, a prendersi cura dei cittadini di queste frazioni era stata la dottoressa Velasquez, che lo aveva sostituito con un incarico provvisorio. Poi l’Asl avviò le procedure per l’affidamento dell’incarico temporaneo e fu nominato l’attuale medico di famiglia. Ma adesso il problema si è ripresentato nuovamente.

«La nostra paura di rimanere senza un medico di famiglia è molto alta – spiega Eleonora Gavazzi, coordinatrice dei servizi all’interno della Misericordia delle Piastre, presieduta da Claudio Gambini – ed è avvalorata anche dall’esperienza che sta vivendo Bottegone in questa fase. Se una frazione della piana come quella non ha ancora un medico di base nominato ma si avvale di un dottore dipendente dell’Asl stessa, mi immagino cosa spetterà a noi della montagna. Inoltre, e non so se è vero, ho saputo che ci sono diversi medici di base che da qui alla fine dell’anno andranno in pensione. E questo, se fosse vero, non ci fa stare tranquilli per niente».

Intanto – conclude la coordinatrice – il presidente della nostra Misericordia ha chiamato anche l’assessore regionale Federica Fratoni per farle presente la problematica».

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