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Il fidanzato si accasciò e lei invece di soccorrerlo si mise a spiargli il cellulare: ora è accusata anche di minacce

Quarrata. Dopo aver letto i messaggi la donna aveva anche afferrato una bottiglia di liquore per colpirlo sulle gambe. L’accusa iniziale era quella di abbandono aggravato di persona incapace e di lesioni personali.

QUARRATA. L’accusa iniziale era quella di abbandono aggravato di persona incapace e di lesioni personali. Ma nel corso dell’udienza preliminare di ieri mattina le sono state contestate altre due imputazioni: minaccia e molestie telefoniche. A comparire davanti al gup del tribunale di Pistoia, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura, è stata Claudia Bartolini, 34 anni, chiamata a rispondere di ciò che avvenne la sera del 23 novembre 2018 nell’abitazione di Quarrata del suo fidanzato, un 43enne allora cotitolare di un noto ristorante del comparto della Sala, a Pistoia: secondo la ricostruzione degli inquirenti, quando il fidanzato, durante la cena, si era accasciato sul pavimento della sala da pranzo a causa di un’emorragia cerebrale, lei, invece di chiamare i soccorsi, gli aveva preso cellulare per scorrere i messaggi inviati e ricevuti; e dopo averli letti, in preda a un raptus di rabbia e gelosia, aveva afferrato dal tavolo una bottiglia di liquore e lo aveva colpito ripetutamente sulle gambe; solo in seguito, dopo un paio d’ore, sempre in stato confusionale, aveva telefonato per chiedere aiuto, quando le condizioni dell’uomo, proprio a causa di questo ritardo, si erano ulteriormente aggravate, tanto che oggi, dopo quasi tre anni, è ancora costretto in un letto incapace di comunicare col mondo esterno.

Le nuove accuse mosse dal pm sono arrivate in seguito agli ulteriori accertamenti eseguiti sul telefono cellulare dell’uomo, in cui sono stati trovati messaggi che configurano i reati di molestie e di minaccia. Gli avvocati difensori, Fausto Malucchi ed Elena Baldi, di fronte alle ulteriori contestazioni, hanno chiesto e ottenuto i termini a difesa. Il gup ha rinviato perciò l’udienza a inizio dicembre. Prima però ha accolto la richiesta di costituzione di parte presentata dall’avvocato Claudio Casciani per conto del curatore speciale dell’ex ristoratore. Il capo di imputazione principale era stato formulato dal pm Giuseppe Grieco sulla base delle risultanze dell’incidente probatorio che si era svolto davanti al gip, nel corso del quale un consulente tecnico aveva riferito quello che secondo lui era accaduto in base agli accertamenti peritali e alle indagini di polizia scientifica nell’abitazione dell’uomo. E anche sulla base delle dichiarazioni della stessa imputata, che tuttavia – come spiegato dai suoi difensori – quella sera non era lucida. Fatto sta che secondo il pm l’aver abbandonato il fidanzato a sé stesso, incosciente sul pavimento, senza chiamare i soccorsi, avrebbe aggravato le conseguenze dell’emorragia cerebrale.


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