Contenuto riservato agli abbonati

Museo Marini, a venti mesi dallo stop la città torna a chiederne la riapertura

Il comitato “Nessuno tocchi Marino” invita i pistoiesi a mandare i ricordi delle visite al museo: «Ne faremo una mostra»

PISTOIA. A più di un anno e mezzo di distanza dalla chiusura del museo Marino Marini di corso Gramsci, non si fermano le iniziative cittadine per la sua riapertura. A tornare ad accendere i riflettori sulla vicenda è il comitato “Nessuno tocchi Marino”, presieduto da Marco Leporatti, che chiede la ripartenza del polo culturale ospitato all'interno di Palazzo del Tau, le cui opere sono al buio dal febbraio del 2020.

La nuova iniziativa del comitato è quella di allestire una mostra con pensieri, disegni, ricordi ed emozioni di chi ha visitato il museo e scoperto l'arte del maestro Marini. L'iniziativa è rivolta alle scuole ma anche ai cittadini, che potranno partecipare inviando un loro elaborato alla mail nessunotocchimarino1@gmail.com, entro l'8 dicembre alle 12. Con il materiale raccolto l'obiettivo è proprio quello di allestire una mostra dal titolo "Caro Marino ti penso...". «Il museo – si legge nella nota diffusa dal comitato – è un centro di educazione permanente dove particolare attenzione deve essere rivolta alla scuola di ogni ordine e grado, con una frequentazione che andrà ad essere incrementata negli anni della formazione. Un processo emozionale e conoscitivo che rappresenta il presupposto indispensabile per una piena comprensione e valorizzazione dei musei. Bisogna rovesciare la nozione tradizionale di museo da luogo di conservazione a luogo aperto per garantire conoscenza e cultura, abbattendo barriere fisiche, cognitive, psicologiche e sociali. Siamo passati da un modello di trasmissione a senso unico imperniato sul trasferimento di conoscenze da parte autorevole a interlocutore, a un modello di comunicazione interattiva dove i discenti partecipano alla costruzione dei momenti formativi. Tutto questo era per noi il museo Marini, un polo culturale che aveva costruito importanti servizi per la didattica museale».


Le opere di Marini conservate a Palazzo del Tau sono state donate alla città dall'artista e dalla moglie Marina. Dopo la chiusura del museo e il licenziamento di tutti i dipendenti da parte della Fondazione Marini, la Soprintendenza alle belle arti ha posto il vincolo del legame indissolubile tra le opere e la sede in cui sono accolte (di proprietà del Comune). Un atto che, di fatto, impedisce qualsiasi trasferimento di sculture e pitture, rafforzato anche dal Tar che ha respinto il ricorso presentato dalla Fondazione Marini proprio per cancellare quel vincolo.

Nel frattempo il Comune di Pistoia ha mostrato la propria disponibilità a riaprire il museo prendendo in comodato d'uso dalla Fondazione le opere dello scultore, ma è poi emerso il nuovo problema dell'impianto antincendio di palazzo del Tau che non è a norma, e sul quale si dovrà intervenire. La Fondazione è poi ripartita con l'attività di autentica delle opere autografe, ma sulla riapertura del museo non si è ancora pronunciata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA