«Ho rubato per fame, vi rendo i soldi»: ripaga le paste portate via al bar

Maurizio Milani, uno dei due proprietari dell’Alibabar mostra il biglietto del “ladro pentito”

Pistoia, il titolare del locale: «Sarebbe bastato il biglietto con le scuse». Una pasticceria si fa avanti e offre un lavoro al ladro pentito

PISTOIA. Una storia con qualche aspetto poco chiaro ma due risvolti positivi: le scuse con tanto di restituzione dei soldi da parte del ladro di dolci pentito e l’offerta di lavoro di una pasticceria pratese allo stesso (o stessa). È comunque una storia che vale la pena raccontare.

«Il pasticcere ci consegna le brioches intorno alle cinque e mezza del mattino. Le lascia in un contenitore legato con una catena a un’estremità perché nessuno lo porti via. Mette i dolci all’interno e poi chiude con un lucchetto, la cui combinazione è nota solo a lui, a noi e al fornaio». Lunedì mattina, intorno alle cinque e mezza, il rito si è ripetuto. Solo che, spiega Maurizio Milani, per una svista uno dei tre vassoi di paste è rimasto sopra il contenitore.


Milani gestisce dal settembre del 2020 con il socio Marco Bartoletti l’Alibabar in via Atto Vannucci (ex La Cubana). «Noi siamo arrivati alle sei. Sul momento mi sono arrabbiato perché abbiamo trovato solo due vassoi. Il terzo era sparito. Dentro c’erano dieci paste». Qualcuno, passando, aveva pensato di farci una sostanziosa colazione. Milani pensava che l’episodio fosse finito lì. Invece, ieri mattina, la sorpresa. «Il mio collega ha trovato all’interno del contenitore (c’è una fessura da cui poter infilare dentro una cosa piccola e leggera) un biglietto con dieci euro. Sul biglietto c’era scritto: “Buon giorno, mi scusi. L’altra mattina avevo fame e non avevo soldi. Grazie».

Un gesto che ha stupito i gestori dell’Alibabar. «Il costo esatto delle paste rubate – commenta Milani – Se sapessimo chi è gli restituiremmo i soldi, ha rubato per fame e avremmo fatto anche noi, probabilmente, la stessa cosa».

Per loro, continua Milani, sarebbe stato sufficiente il biglietto di scuse. «Il messaggio è anonimo, ma noi lanciamo un appello: abbiamo ricevuto per te un’offerta di lavoro come aiuto pasticcere, passa a trovarci al bar». Milani e Bartoletti rivolgono l’appello a mezzo stampa e pensano di lasciare un foglio appeso sul vetro d’ingresso del bar, nel caso il ladro pentito passi e lo legga.

Non tutto è chiaro in questa storia: se il furto di paste è stato dettato dalla disperazione come ha trovato i soldi? Qualcuno può avergli consigliato di rimediare a quell’atto di debolezza e lo aiutato dandogli dieci euro? E ancora, si tratta di una persona anziana o di un giovane? Il biglietto è scritto in un italiano corretto, e la grafia potrebbe anche essere quella di un anziano, commenta Milani.

In ogni caso c’è stato un gesto, forse, di disperazione, che ha generato una conseguenza positiva: «Una pasticceria pratese all’ingrosso con cui sono in contatto – spiega il gestore dell’Alibabar – appena raccontato il fatto mi ha detto di lanciare un appello per offrire un lavoro a questa persona».

© RIPRODUZIONE RISERVATA