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«A rischio per i tagli attività ambulatoriali e interventi chirurgici programmati»

Cgil e Cisl continuano lo stato di agitazione: Asl e Regione sblocchino le assunzioni. Mancano almeno 145 operatori

PISTOIA. In provincia di Pistoia mancano all’appello 40 infermieri e 20 medici, cinque operatori socio sanitari e 60 tecnici sanitari, oltre a un’altra quindicina di amministrativi. Numeri a cui vanno sommati i 20 sanitari che non hanno aderito all’obbligo vaccinale contro il Covid e sono già stati sospesi dal lavoro. A snocciolare i numeri delle carenze nella sanità pubblica territoriale e a scagliarsi contro i tagli di Regione Toscana e Asl Toscana Centro sono la Fp Cgil e la Fp Cisl.

Due gli aspetti che danno più nell’occhio: il periodo estivo appena concluso ha visto chiudere un posto letto su quattro, tra l’ospedale San Jacopo e tutti gli altri presidi provinciali, mentre dal primo ottobre si assisterà alla rimodulazione del 118. Servizio che, proprio per la mancanza di medici, vedrà ridurre le presenza del dottore sui territori di Valdinievole e Agliana a 12 ore. Un taglio contro cui la Cisl chiede almeno la garanzia della presenza infermieristica su tutte le 24 ore (oggi il servizio è coperto per 12 ore).


A questo si aggiunge la situazione complessa per molti altri servizi sotto pressione, sempre per la carenza di personale. Servizi che, in alcuni casi, sono addirittura a rischio chiusura. Tra questi: gli interventi chirurgici programmati, le attività ambulatoriali, i servizi distrettuali e territoriali. Una decina di giorni fa, dopo la comunicazione del blocco delle assunzioni nel settore sanitario – manovra all’interno di un piano economico di rientro ben più ampio per l’intera Asl Toscana centro – Cgil, Cisl e Uil avevano proclamato lo stato di agitazione, senza escludere scioperi e altre iniziative.

Ieri, però, le sigle territoriali di Cgil e Cisl sono tornate a far sentire con forza la loro voce, invocando risorse e personale, contro i tagli in vista. In questo quadro, commenta Massimo Ciuti di Fp Cgil Pistoia «scegliere di tagliare per motivi di tenuta dei bilanci, sul personale sanitario, in piena fase pandemica e con le liste di attesa in evidente sofferenza, appare irrazionale e miope».

Da tempo, rimarca la nota del sindacalista Fp Cgil «lamentiamo la forte carenza di personale sanitario e la situazione che si è venuta a creare per tutte quelle attività sanitarie per il contrasto al Covid (vaccinazioni, tracciamenti e cure di coloro che sono stati colpiti dal virus) dove ancora oggi sono impiegati, e si sono specializzati, numerosi sanitari, ma che proprio in virtù del blocco delle assunzioni (tra questi anche molti rinnovi di contratti a tempo indeterminato e interinali) rischiano di sparire».

«Secondo i nostri calcoli – gli fa eco Roberto Rossi, della Funzione pubblica Cisl – rischiamo di avere da ottobre più di 20 incarichi non rinnovati e circa di 25/30 turn over nel periodo gennaio-ottobre 2021 non sostituiti. Una bomba a orologeria. A questi numeri dobbiamo aggiungere le richieste di maternità, mai sostituite. Sommando tutto si capisce che se non si interviene subito con nuove assunzioni e rinnovi dei contratti in scadenza il sistema potrebbe essere sul punto di non riuscire più a erogare tutti i servizi di cui il territorio ha bisogno».

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