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Convenzione con il Comune: lo zoo di Pistoia raddoppia gli spazi

Da sette a 14 ettari. Il direttore Cavicchio: i primi lavori nell’area africana. Il periodo Covid ci ha fatto perdere un milione di euro, aspettiamo ristori

PISTOIA. Lo zoo di Pistoia raddoppia. L’obiettivo è riuscire a ultimare i progetti di ampliamento degli spazi acquistati dalla proprietà, entro dieci anni. Intanto, c’è la convenzione con il Comune di Pistoia. E non è una novità da poco.

Da sette a 14 ettari. Tanto è destinato ad ampliarsi il parco pistoiese nei prossimi dieci anni. «La proprietà nella fascia pedecollinare limitrofa all’area attuale – spiega Paolo Cavicchio, direttore dello Zoo di Pistoia – era stata acquistata alcuni anni fa. È un’area privata, ma il regolamento urbanistico condiziona ogni tipo di intervento alla sottoscrizione di una convenzione con il Comune perché ritenuta di interesse collettivo». Dopo cinque anni di confronti ecco che la firma dell’accordo col sindaco Alessandro Tomasi. Il primo progetto? «Ampliare lo spazio dell’area africana: quella con le giraffe, le zebre, gli struzzi, i leoni». Due le zone di intervento: l’area africana e l’area euro-asiatica. Ma la prima ha bisogno di cure più urgenti. «Non solo – prosegue Cavicchio – in futuro ci servirà maggiore spazio per i visitatori e per le aree tecniche (spazi veterinari, laboratori didattici). Il laboratorio attuale è piccolo per ospitare i 100mila visitatori che avevamo in epoca pre Covid. Nei nostri progetti – continua – ai visitatori dovrà essere riservata un’attenzione maggiore. Dovranno avere la possibilità di farsi una passeggiata e di godersi appieno il parco. Vogliamo dare più attenzione ai punti di sosta, agli angoli in cui potersi fermare per leggere, parlare, guardare gli animali. La parte arborea sarà fondamentale».


Questo è il libro dei sogni. La realtà dice che gli ultimi 18 mesi hanno colpito duro. E l’unico aspetto positivo che Cavicchio riesce a vederci è «non aver iniziato i lavori nel 2020. Avere cantieri aperti col Covid che poi bloccava tutto sarebbe stato un disastro». Ma con lo zoo chiuso le perdite sono state durissime. «Nel 2020 il governo ha riconosciuto ai parchi tematici ristori del 10 per cento, con perdite – nel nostro caso – vicine al milione di euro. Sugli animali non si può risparmiare, per loro abbiamo continuato a spendere tra i 3.500 e i 3.700 euro al giorno. La possibilità di ampliamento arriva in un momento complicato. Gran parte delle riserve che avevamo ci sono servite per sopravvivere. Sono stati promessi dei ristori, vediamo. Il Ministero dello Sviluppo economico ha stanziato dei fondi per i parchi tematici. Li ha dati alle Regioni, chiamate a preparare i bandi per potervi accedere. Basilea ha ricevuto 20 milioni di euro per l’ampliamento dello zoo, Copenaghen 100 milioni. È un altro mondo, noi abbiamodifficoltà anche a mantenere un certo standard». È cresciuta però la sensibilità al tema dei parchi tematici: «L’Italia ha recepito la normativa europea che obbliga i giardini zoologici ad avere una licenza per la conservazione delle specie. Ma questo è sempre stata la nostra priorità. A breve prenderemo due kcapi, specie semi estinta in Congo. Del pinguino africano siamo stati tra i primi ad aderire all’appello per la conservazione ».

I mesi del lockdown sono stati duri. È in quel periodo che è nata la campagna di adozione a distanza degli animali dello zoo: «I visitatori ci chiamavano chiedendoci come poter dare una mano. Abbiamo risposto che intanto potevano comprare un biglietto. Adesso speriamo di ripartire con le visite scolastiche. Alcune scuole ci hanno già contattato». E nel frattempo s’inizia a pensare al piano di sviluppo dei prossimi due anni. I primi tasselli per l’ampliamento.

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