Contenuto riservato agli abbonati

Chiuderanno i battenti i centri vaccinali, somministrazione nei distretti sanitari. Ecco le tempistiche

Attesa per il vaccino alla Cattedrale ex Breda di via Pertini (FOTO NUCCI)

Pistoia. Regione e Asl a procedono con la chiusura per la diminuzione delle prenotazioni e per la necessità di mettere in campo un piano di rientro per le spese legate alla sanità pubblica

PISTOIA. Entro la fine di novembre i tre grandi centri aperti in provincia per la vaccinazione di massa contro il Covid nella popolazione over 12 chiuderanno i battenti. Al loro posto, dovrebbero essere riattivati i distretti sanitari, presenti sul nostro territorio ad Agliana, Quarrata, San Marcello, Monsummano, Buggiano e Pescia. Gli stessi che nella primissima fase di vaccinazione erano partiti, per poi essere sostituiti appunto dai cosiddetti “hub”.

Il primo dei centri vaccinali a sospendere le attività – come ufficializzato da Regione e Asl Toscana centro – sarà quello di Montecatini, ospitato dentro il Palaterme, la cui chiusura è fissata per il 30 settembre. L’8 di ottobre sarà invece la volta della Cattedrale ex Breda, a Pistoia. Mentre San Biagio, sempre nel comune capoluogo, proseguirà la sua attività fino al 30 di novembre. Nel frattempo, le vaccinazioni proseguiranno negli ambulatori dei medici di famiglia (da questa settimana è possibile prenotare l’appuntamento tramite il portale prenotavaccino.sanita.toscana.it) e nei camper attrezzati dell’Asl, che si muovono sul territorio.


Molteplici i motivi che hanno spinto Regione e Asl Toscana centro a procedere con la chiusura dei centri vaccinali. Da una parte, la fisiologica diminuzione delle prenotazioni dopo mesi di campagna vaccinale intensiva. Dall’altra, la necessità di mettere in campo un piano di rientro, entro la fine del 2021, per le spese legate alla sanità pubblica. Da qui un taglio di circa cento milioni alla spesa per i prossimi tre mesi, solo per l’Asl Toscana Centro (per le altre due Asl toscane si prevedono tagli di 50 milioni ciascuna, a cui si aggiungono diverse decine di milioni per le aziende ospedaliero universitarie).

«L’esperienza degli hub attivata in una fase emergenziale di contrasto al covid – spiega Daniele Mannelli, direttore della Società della Salute pistoiese e responsabile del centro vaccinale di San Biagio – è destinato a concludersi, sostituita da un’attività più capillare sul territorio. E in questo caso, l’arma più importante che abbiamo rimane quella della medicina generale, che è più vicina alle persone». Come detto, però, dovrebbero essere riattivati anche i distretti nei comuni di Piana, Montagna e Valdinievole: «La prossima settimana – conferma Mannelli – valuteremo se adottare questa strategie e in quali sedi ubicare il servizio».

A prescindere dalla nuova modalità di somministrazione dei vaccini, il personale appositamente assunto tramite il bando Arcuri (l’ex commissario straordinario per il Covid) insieme ai dipendenti Asl continuerà a prestare servizio negli hub operativi nei distretti riattivati, oppure negli ambulatori ospedalieri che già in questi giorni sono partiti per la somministrazione delle terze dosi alle persone fragili. «Quello che abbiamo notato in queste ultime settimane – prosegue il direttore della Sds di Pistoia – è che le prenotazioni sono un numero residuale. Adesso la maggior parte delle persone che vengono a vaccinarsi lo fanno presentandosi direttamente sul posto».

Basti pensare che ieri a San Biagio sono state somministrate 200 dosi senza prenotazione. In ogni caso, chi riceverà la prima dose di vaccino in un hub che poi nel frattempo chiuderà i battenti, sarà ricontattato direttamente dall’Asl per la comunicazione della sede della seconda somministrazione. Ma se la terza dose dovesse essere confermata per tutti, la situazione come verrà gestita? «Adesso – conclude Mannelli – è davvero prematuro sbilanciarsi. Se e quando arriverà l’ora di una somministrazione generalizzata di una terza dose, la rete dei centri vaccinali sarà riorganizzata secondo le necessità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA