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Adolescente palpeggiata per mesi sul bus, condannato a tre anni e mezzo un 74enne

Pistoia, la ragazzina era stata costretta ad andare a scuola a piedi per non rischiare di incontrare più il molestatore 

PISTOIA. Ogni volta, con la più plateale delle facce toste, adduceva le scuse meno credibili per quei suoi repentini toccamenti al sedere della ragazza: «Stavo cadendo, mi sono dovuto aggrappare». E lei, ormai terrorizzata dall’eventualità di ritrovarselo sull’autobus che tutte le mattine la portava a scuola, era arrivata al punto di scendere alla fermata di piazza San Francesco, preferendo raggiungere viale Adua a piedi pur di non dover subire i palpeggiamenti da parte di quello sconosciuto.

Insomma, per la 17enne studentessa pistoiese erano stati mesi di passione quelli. Fino a quando, esasperata, scorgendo il suo persecutore sotto la pensilina, in attesa del bus che anche lei avrebbe dovuto prendere, ha chiesto aiuto ai genitori e, di conseguenza, ai carabinieri. Era il 20 febbraio 2018 quando il 74enne pensionato pistoiese era stato fermato e identificato dai militari dell’Arma. Giovedì mattina, davanti al tribunale collegiale, si è concluso il processo che lo vedeva imputato del reato di violenza sessuale: tre anni e mezzo di reclusione oltre alla condanna al risarcimento danni alla parte civile.


Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Linda Gambassi aveva chiesto la condanna a quattro anni di reclusione, dopo aver chiesto la modifica del capo di imputazione per inserirvi l’aggravante di aver commesso il reato ai danni di una persona minorenne. Gli avvocati difensori Giuseppe Roscitano e Antonia Tripodi (che avevano chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto, ritenendo non attendibili le testimonianze di coloro che avrebbero assistito ai palpeggiamenti) hanno già annunciato che presenteranno appello dopo aver preso visione delle motivazioni della sentenza, attese entro 90 giorni. Nella costituzione di parte civile, la giovane vittima delle molestie ha raccontato che era stato nel novembre 2017 che – dopo essere arrivata in autobus in piazza San Francesco e mentre era in attesa di quello che l’avrebbe portata fino a scuola – aveva visto per la prima volta il pensionato. Che da allora non aveva perso occasione per toccarle il sedere, o mentre saliva a bordo oppure durante il viaggio, mettendosi accanto a lei.

Nonostante le sue rimostranze e incurante del fatto che sul bus ci fosse anche qualche compagno della ragazza. Alla fine l’ansia era talmente forte che, da un certo momento, aveva deciso di non prendere più il secondo autobus ma di raggiungere la sua scuola a piedi. Il 7 febbraio 2018, scorgendo l’uomo alla fermata, aveva deciso di telefonare ai genitori che, una volta arrivati in piazza San Francesco, avevano chiamato i carabinieri. Nel frattempo però il molestatore si era dileguato. Per poi riapparire il 20 febbraio successivo sul primo autobus che la ragazza prendeva, quello che la portava fino in città. Lei era intenta a leggere un libro e lì per lì con si era accorta che la persona che si era seduto accanto a lei era quell’uomo. Se ne era resa conto solo quando aveva iniziato a strusciarsi su di lei. Spaventata si era alzata di scatto e aveva raggiunto un compagno che si trovava in fondo all’autobus. Per poi telefonare ai carabinieri che, in piazza San Francesco, avevano bloccato e identificato l’uomo. Per poi denunciarlo per violenza sessuale. Come spiegato, nel corso della sua requisitoria al termine del processo, il pubblico ministero ha poi contestato all’imputato anche l’aggravante di aver commesso il reato su una persona minore di 18 anni.

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