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I 67 partecipanti al “rave” messi al bando per tre anni dal territorio comunale

Pistoia: chiuse le indagini dei carabinieri per l’identificazione. Oltre alle denunce penali scatterà la misura di prevenzione

PISTOIA. Qualcuno aveva fornito un indirizzo falso, qualcun altro aveva barato sul nome o sulla data di nascita. Ma nessuno, alla fine, grazie all’incrocio fra numeri di targa e banche dati, è riuscito a farla franca. Dopo il blitz del 5 settembre scorso, si sono concluse con la denuncia di 67 persone le indagini dei carabinieri sul rave party andato in scena nei boschi di Pracchia, in località Fosso della Limentrella. Tutti giovanissimi in gran parte provenienti da fuori regione, per i quali, oltre alla contestazione del reato di invasione di terreni, probabilmente scatterà anche il foglio di via dal comune di Pistoia per almeno tre anni. Mentre i due organizzatori (laziali di 22 e 24 anni)sono stati denunciati anche per la violazione dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, non avendo preventivamente comunicato alle autorità lo svolgimento della manifestazione, che, pertanto, era da ritenersi del tutto illegale.

Le indagini portate avanti dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di San Marcello Piteglio si sono concluse nella tarda mattinata di ieri con il deposito degli atti in procura.  La mattina di domenica 5 settembre, a entrare in azione erano stati i militari del Norm di San Marcello Piteglio assieme a quelli delle Stazioni di Pracchia e di Sambuca: ad allertarli, i colleghi carabinieri forestali di Sambuca, che, durante la loro quotidiana attività di perlustrazione delle aree boschive, si erano imbattuti nel rave. Fatto sta che, dopo aver circondato l’area con posti di controllo sulle principali vie di accesso, percorrendo una strada sterrata si erano addentrati nel bosco per circa tre chilometri e, giunti in una radura adiacente al torrente Limentra, avevano constatato la presenza di decine di auto e camper e di decine di ragazzi intenti a ballare al suono di musica tecno a tutto volume.


Vista la potenziale situazione di rischio, alcuni carabinieri in borghese si erano mischiati ai presenti riuscendo a individuare i due organizzatori, per poi qualificarsi senza destare allarme e intimare loro di sospendere immediatamente il rave. A quel punto, con calma, gli altri carabinieri avevano invitato i partecipanti a lasciare la zona. Operazioni di sgombero che si erano concluse solamente nel tardo pomeriggio, ma in modo ordinato e senza che si verificasse alcun incidente. Trovate abbandonate sul posto varie dosi di hashish, marijuana e cocaina. Le procedure di identificazione dei partecipanti al rave sono andate avanti fino a ieri: molti di loro, infatti, per evitare di essere denunciati, avevano fornito generalità non corrette, indicando nomi o cognomi parzialmente errati, o luoghi o date di nascita di fantasia. I carabinieri, grazie alla verifica della banca dati delle forze di polizia, partendo dalle targhe dei veicoli presenti e incrociandole coi nomi dei proprietari, gli estratti anagrafici dei vari comuni di residenza e i controlli effettuati sulle strade durante l’esodo, sono riusciti a identificare i 67 partecipanti, quasi tutti giovanissimi provenienti da fuori regione (in particolare da Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Marche) e con precedenti di polizia specifici e in materia di stupefacenti. Nei prossimi giorni, i carabinieri avanzeranno nei loro confronti una proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio dal comune di Pistoia, così da impedire loro di farvi ritorno per la durata di almeno tre anni.

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