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Sospesi altri 32 fra medici, infermieri e tecnici dell’Asl non ancora vaccinati

L’azienda sanitaria interrompe inoltre la convenzione con sei liberi professionisti che lavorano nell’assistenza territoriale

PISTOIA. Altre 32 delibere di sospensione sono state firmate ieri dall’Asl Toscana centro per inosservanza dell’obbligo vaccinale. I provvedimenti riguardano dieci ostetriche, nove infermieri, tre medici, uno psicologo, un biologo, un logopedista, tre tecnici della prevenzione negli ambienti di lavoro, un tecnico sanitario di radiologia, due tecnici sanitari di laboratorio e un terapista dell’età evolutiva, tutti dipendenti dell’azienda sanitaria che lavorano negli ospedali e nella altre strutture di Pistoia, della Valdinievole, della montagna pistoiese e delle province di Prato e di Firenze.

Per questi professionisti e operatori sanitari la sospensione dal servizio e dalla professione (per coloro che sono iscritti agli albi professionali) scatterà dalla giornata di oggi.


Questi provvedimenti di sospensione firmati ieri – che so aggiungono ai 54 disposti il 28 agosto scorso – portano a conclusione il percorso sui primi 110 accertamenti effettuati dal Dipartimento della prevenzione dell’Asl e culminati nell’invio dei cosiddetti “accertamenti di inadempienza”, preludio alla sospensione dal lavoro di quei medici, infermieri e operatori sociosanitari che, senza alcuna giustificazione per l’esenzione, ancora non si sono vaccinati contro il Covid 19.

Sospensione adesso arrivata dopo la conclusione del procedimento disciplinare da parte del datore di lavoro (in questo caso la stessa Asl Toscana centro) e dell’ordine professionale.

Oltre alle 32 sospensioni deliberate ieri, ci sono anche sei provvedimenti nei confronti di altrettanti medici convenzionati con l’Asl(ma il numero delle sospensioni potrebbe arrivare nei prossimi giorni a 15). Si tratta di un medico di famiglia, tre medici di continuità assistenziale, uno specialista ambulatoriale e un medico dell’emergenza sanitaria territoriale. Non trattandosi di dipendenti ma di liberi professionisti con cui l’Asl intrattiene un rapporto in convenzione, l’Azienda dovrà sospendere le convenzioni fino a fine anno.

Per i pazienti del medico di famiglia, l’azienda ha già attivato le procedure per la sostituzione. Anche nel caso in cui non sia reperito un sostituto, l’assistenza a questi pazienti sarà comunque garantita dai medici del gruppo associativo di cui fa parte il medico sospeso.

«Come indicato in un recente documento di istruzioni operative sull’obbligo vaccinale da parte della direzione sanità della Regione – spiega l’Asl – si ricorda che fra i requisiti essenziali per la riammissione in servizio serve aver completato il ciclo vaccinale. Per quanto riguarda i dipendenti, anche i neoassunti devono dimostrare di aver portato a termine la vaccinazione. Sono in corso sulla prima mandata di personale sanitario assunto dallo scorso aprile in poi le verifiche sul completamento del ciclo, che, di norma, avviene con l’effettuazione della seconda dose di vaccino».

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