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Pistoia, il presidente dell'Ordine dei medici: «Obbligo vaccinale, ci sono in giro esenzioni dubbie»

Beppe Montalti, presidente dell’Ordine dei medici di Pistoia

Montalti: «Le possono fare solo i medici somministratori»  Riviste due sospensioni su quattro: un dottore era vaccinato

PISTOIA. «Le esenzioni vaccinali possono essere certificate solo da medici vaccinatori». Ritiene giusto intervenire pubblicamente Beppe Montalti, presidente dell’Ordine dei medici di Pistoia. Non parla esplicitamente di casi a lui noti, ma ricorda ai medici di base quali sono le indicazioni del Ministero della salute. «Parlo – afferma – dell’obbligo vaccinale richiesto ad alcune categorie professionali e dei certificati di esenzione rilasciati da medici nei confronti di pazienti, conoscenti, amici. Secondo quanto precisato dal Ministero gli unici medici autorizzati a esprimere un giudizio di non idoneità sono i medici vaccinatori. Che possono essere anche i medici di famiglia, ma solo se vaccinatori. Altrimenti il professionista è chiamato a certificare la patologia da cui il paziente è affetto, astenendosi dal dare giudizi su eventuali controindicazioni. Quello è un compito che spetta all’hub vaccinale».

È una fase molto complessa quella che si trova a gestire Montalti. Un’altra patata bollente? Le sospensioni dei professionisti non vaccinati. Sui quattro medici sospesi sinora a Pistoia in due casi Montalti si è trovato di fronte situazioni che avrebbero richiesto «una gestione diversa». Tanto che il presidente dell’Ordine afferma: «D’ora in avanti non mi limiterò a una presa d’atto della sospensione richiesta dall’Asl, ma porterò avanti mie istruttorie».


Nell’Asl Toscana Centro sono state inviati 301 accertamenti di inadempienza all’obbligo vaccinale. Centoquaranta per Pec, agli operatori sanitari che ne sono in possesso, 161 per posta raccomandata. Nel primo caso gli operatori hanno risposto, comunicando all’Asl se erano vaccinati oppure se non lo erano (con la relativa motivazione). Per i restanti 161 operatori si è in attesa di comunicazioni a breve.

Su 140 operatori l’Asl Toscana Centro ha deciso la sospensione per cinque medici e 54 infermieri. «Del gruppo di quattro medici a cui per primi è stata applicata la delibera di sospensione – spiega Montalti – sono stato contattato da due».

«Nel primo caso – ho saputo che il medico da me sospeso dall’Albo era in quel momento ammalato di Covid. Dopo la malattia non potrà vaccinarsi prima di sei mesi. Nel frattempo sarà trascorso il termine del 31 dicembre, oltre il quale scade - allo stato attuale - l’efficacia del decreto legge del primo aprile. Sia io che il dottore in questione abbiamo contattato la Asl. Se l’Azienda mi dice che rimane in malattia io dovrò riammetterlo all’Albo».

Secondo caso: «Un medico mi ha chiamato dicendomi di essere vaccinato, ma in Emilia Romagna. E mi ha portato come prova la copia del Green pass. Perché la Regione Emilia Romagna aveva l’obbligo di comunicare l’avvenuta vaccinazione al Ministero, ma non alla Regione Toscana. Su mia decisione ho “sospeso la sospensione”. Appena l’Asl mi ha confermato l’avvenuta vaccinazione, l’ho riammesso all’Albo».

Compito dell’Ordine sarebbe, per legge, “la mera presa d’atto della sospensione”. «Ma trattandosi di una fase storica totalmente nuova, con tanti passi da aggiustare lungo il percorso ho deciso che come presidente dell’Ordine per ogni caso avvierò mie istruttorie prima di procedere alla sospensione».

Ultimo punto che Montalti tiene a precisare dopo diverse richieste pervenute: «Gli organi scientifici ministeriali affermano che nessun accertamento di laboratorio può attestare con piena certezza la non vaccinabilità. Si tratta di esami che non possono erogati dal Servizio sanitario nazionale e che uno può fare, se vuole, ma a proprie spese».

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