Contenuto riservato agli abbonati

In provincia di Pistoia oltre 40mila persone vivono in zone ad alto rischio idrogeologico

La via Vecchia Pratese allagata nel 2016

Il report e la mappa: ad Agliana la situazione più allarmante, seguono Quarrata e Pistoia. Pericoli per imprese e beni culturali

PISTOIA. Oltre 40mila persone che abitano in aree ad alto rischio idraulico e quasi 10mila in zone a pericolosità elevata molto elevata per le frane. Complessivamente oltre il 15 per cento della popolazione della provincia di Pistoia vive in un territorio ad alto rischio idrogeologico. Ma ad essere minacciate da alluvioni e frane sono anche imprese, case e beni culturali. I dati che mappano la situaizone sono stati pubblicati sull'ultimo report dell'Ispra, che ha analizzato le informazioni fornite da regioni e province autonome. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale nel suo studio, condotto attraverso delle vere e proprie mappe estese a tutto il territorio nazionale, ha messo in luce le criticità non solo per le persone, ma anche per gli immobili e per le opere di pregio, come ad esempio chiese, monumenti, musei.

Il report analizza il territorio in base a diverse scale di rischio: tre per quanto riguarda quello idraulico (bassa, media e alta) e quattro per quanto riguarda quello geologico (moderata, media, elevata e molto elevata). I dati scelti sono quelli relativi alla classe più alta per entrambi i rischi.


Anche se è evidente che le preoccupazioni maggiori per la provincia arrivano proprio dalla situazione di fiumi, rii e torrenti. Ci sono comuni che hanno aree molto vaste interessate da un rischio molto elevato di subire gravi danni in conseguenza di eventi atmosferici importanti. Mentre quelli derivati da frane e smottamenti – il rischio geologico, appunto – riguardano una fetta residuale di popolazione e di edifici. In termini percentuali le situazioni più allarmanti riguardano Agliana, vero e proprio crocevia di torrenti. Ma anche a Quarrata le percentuali sono altissime. Tuttavia, anche i dati del capoluogo, specie se si guardano in termini assoluti, preoccupano eccome. In questi tre comuni, infatti, si concentra il 90 per cento della popolazione interessata dal rischio idraulico. Ad Agliana ci sono 13.180 persone (il 73 per cento del totale) che vivono in aree a pericolosità molto elevata. Mentre dal punto di vista degli edifici la quota supera il 72 per cento, sfiora il 71 per cento delle imprese e addirittura supera quota 93 per cento dei beni culturali. A Quarrata gli abitanti interessanti dalla classe più alta di rischio idraulico sono 12.565, ovvero il 47 per cento del totale. Ma sul territorio comunale si trovano nella medesima situazione quasi la metà degli edifici, il 55 per cento delle imprese e il 36 per cento dei beni culturali.

Infine a Pistoia le persone a rischio sono 11.565, che equivalgono quasi al 13 per cento del totale. Ma ci sono anche oltre il 13 per cento degli edifici, oltre il 10 per cento delle imprese e quasi il 7 per cento dei beni di pregio della città. Percentuali simili si riscontrano anche a Montale, che però ha numeri inevitabilmente diversi. A fronte della stessa percentuale di residenti a rischio molto elevato del capoluogo, in assoluto sono 1.377. E la stessa cosa vale per tutto il resto: gli edifici (l'11,8 per cento), le imprese (il 15,5 per cento) e i beni culturali (il 12,5%). Quote minori, seppure rilevanti, si riscontrano a Pieve a Nievole (dove i residenti che vivono in zone ad alto rischio sono 607), Serravalle (dove sono 583), Pescia e San Marcello Piteglio (dove superano le duecento unità). Non interessati minimamente dal rischio idraulico sono i comuni di Buggiano, Larciano, Marliana, Massa e Cozzile e Montecatini.

Sul fronte delle frane, invece, come detto il rischio interessa una parte minima della popolazione. Appena 533 persone, cioè lo 0,2 per cento della popolazione totale della provincia. I numeri relativamente più alti si trovano a Quarrata, San Marcello-Piteglio, Pescia e Abetone-Cutigliano, dove si sta intorno ai cento residenti in zone a pericolosità molto elevata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA