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Area ex Breda di Pistoia, finalmente ci sono aziende interessate a completare i lavori

L’area del cantiere ex Breda, in cui i lavori si sono interrotti nel 2016 per il fallimento della Giusti

La quinta asta per la vendita non è andata deserta. Il sindaco Tomasi: «Arrivate delle offerte, una buona notizia attesa da tempo». Ma il valore è sceso da 10 a 4 milioni

PISTOIA. «Una buona notizia per Pistoia, attesa da tempo. Adesso aspettiamo i termini di legge perché ci sia un’aggiudicazione definitiva». La quinta asta per la vendita dei diecimila metri quadrati dell’area ex Breda non è andata deserta. Le offerte sarebbero due. È questa la “buona novella” a cui fa riferimento il sindaco Alessandro Tomasi. Ed è indubbiamente una notizia positiva, perché il gigantesco cantiere edile è fermo dal 2016 a causa della crisi finanziaria della ditta Giusti per l’edilizia, dichiarata fallita due anni dopo. Gli infruttuosi tentativi di vendita hanno portato a cinque aste nell’arco di due anni, delle quali le prime quattro sono andate deserte. Buona la quinta, con una base d’asta che nel frattempo però è precipitata da dieci a quattro milioni. E con il meccanismo dell’offerta residuale, in assenza di offerte pari alla base d’asta, potrebbero essere state prese in considerazione anche offerte più basse, purché di almeno tre milioni. In teoria, un imprenditore potrebbe diventare proprietario di un intero quartiere cittadino – qual è l’area ex Breda lungo via Sandro Pertini – di diecimila metri quadrati, in parte già realizzato, spendendo meno di un terzo del valore di stima. Il solo albergo di lusso da 141 camere, destinato alla Hilton Garden Inn, e che era il lotto in fase di più avanzata costruzione, aveva un valore stimato di circa sette milioni di euro. Superiore, da solo al valore attribuito a tutta l’area.

Nello studio del notaio Vincenzo Gunnella ieri però il copione è stato diverso. Dopo i quattro tentativi di vendita a cui sono ricorsi, senza esito, il giudice delegato Sergio Garofalo e i curatori – i professionisti fiorentini Manuela Olastri e Silvio De Lazzer – al quinto tentativo si sono palesati degli imprenditori interessati a rilevare l’area. Si attendono i termini di legge (due settimane circa) per un eventuale rilancio da parte degli offerenti per passare dall’aggiudicazione provvisoria all’aggiudicazione definitiva.


«Nel 2019 – ricorda Tomasi – decidemmo per il differimento dei termini di efficacia del piano particolareggiato dell’area ex Breda, proposta deliberata in consiglio comunale. Con questo differimento la curatela fallimentare ha avuto il tempo necessario per la vendita all’incanto dell’area. Lo stato di paralisi di quell’area andava avanti già da tempo, con il conseguente blocco delle opere pubbliche di completamento del quartiere. Penso agli oltre 400 parcheggi a destinazione pubblica, alle due piazze. Con il differimento dei termini abbiamo cercato di adottare la migliore delle decisioni possibili per la città e di aprire una possibilità per evitare che quell’area restasse una ferita aperta per la nostra città. Fin dall’inizio del mandato abbiamo lavorato senza sosta, sempre con i nostri avvocati e con i tecnici comunali di riferimento per questa vicenda, con l’obiettivo di vedere terminate le opere pubbliche su quell’area».

Nell’area ex Breda sono ancora da completare l’albergo e il maxi parcheggio interrato da 800 posti (di cui 400 da consegnare al Comune), quest’ultimo realizzato per metà. Sono da costruire, invece, circa 120 tra appartamenti, negozi e uffici sopra il parcheggio, più altri due lotti, anch’essi per alloggi e uffici. Questa è la parte “profit”, spazi che una volta venduti potrebbero consentire al realizzatore di rientrare degli investimenti. Ma da fare ci sono anche due piazze, giardini e la strada principale del nuovo quartiere, per conto del Comune. La strada servirebbe finalmente a dare una fisionomia unitaria a un’area dove – oltre al cantiere abbandonato – gli interventi pubblici sono tutti completati: la questura-prefettura, la biblioteca, il polo universitario, la Cattedrale ex Breda.

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