Contenuto riservato agli abbonati

Pronto il piano di risanamento della Spes: due milioni dall’operazione ex Ricciarelli

l’area ex Ricciarelli

Prevista a settembre la ricapitalizzazione dell’azienda che gestisce i 2.200 alloggi di proprietà dei Comuni pistoiesi

PISTOIA. Il piano di risanamento della Spes, l’azienda che gestisce i 2.200 alloggi di proprietà dei Comuni pistoiesi, è praticamente pronto. Il presidente della società, Riccardo Sensi, lo sta studiando e attende gli ultimi aggiornamenti. Tra agosto e settembre sarà presentato ai Comuni pistoiesi soci della Spes, perché dovranno essere loro a ricapitalizzare la società, che ha chiuso il bilancio 2019 con una perdita di 3,6 milioni di euro e un patrimonio negativo di 1,8. Per la ricapitalizzazione – si stima – ci vorranno circa 2,5 milioni, una somma assai consistente, soprattutto per i piccoli Comuni, anche se ovviamente lo sforzo principale toccherà a quello capoluogo di Pistoia.

Sensi è ragionevolmente ottimista, anche perché il maxi-finanziamento (39 milioni di euro) ottenuto da Palazzo di Giano per i suoi tre progetti sulla qualità dell’abitare, coinvolge direttamente anche la Spes.


In particolare, si tratta dell’operazione ex Ricciarelli, l’area industriale dismessa di proprietà della Spes, che lì avrebbe dovuto realizzare case popolari, uffici e negozi.

«Un esempio – sottolinea il presidente Sensi – di spreco di risorse pubbliche. Lo dico senza polemiche, ma i numeri sono questi. Dal 2005 su quell’area sono stati spesi 4,5 milioni di denaro pubblico e l’area è rimasta una distesa di ruderi. La Spes la comprò pagandola 3,7 milioni e oggi ne vale 1,6. Ci sono stati quattro tentativi di vendita, tutti falliti».

Non a caso il progetto presentato al bando ministeriale si chiama “Fifth attempt”, quinto tentativo. Un progetto che potrebbe andare in porto grazie al consistente viatico dei 15 milioni di euro ottenuti dal Comune di Pistoia grazie al bando.

L’idea è semplice: innanzitutto Palazzo di Giano compra l’area e versa 1,6 milioni freschi nelle esangui casse della Spes; quest’ultima ha pronto un progetto per realizzare 32 alloggi di edilizia popolare. Il progetto è firmato dall’architetto Valeria Pasquali, della stessa Spes, e ipotizza la realizzazione di alloggi secondo i criteri della bioarchitettura, con molto uso di materiali naturali. La Spes si proporrà come progettatrice dell’intervento e per questa via incasserà altri 600mila euro. Totale, due milioni 150mila euro. Un buon passo avanti sulla via del risanamento dei bilanci dell’azienda, anche se ci vorrà altro.

In parte questo “altro” si è già visto. Sensi, insediatosi nel gennaio di quest’anno, aveva il problema di risanare parte dell’immenso patrimonio abitativo gestito dall’azienda, anche perché le case lasciate sfitte perché bisognose di lavori che non sono stati fatti perché non c’erano soldi, si contano a centinaia in tutta la provincia.

Grazie ad un altro dei tre progetti del Comune sulla qualità dell’abitare, la Spes conta di poter sistemare circa 230 alloggi pubblici, di cui oltre 200 nel quartiere delle Fornaci. E poi sta andando avanti il bando aperto dalla stessa Spes in cerca di aziende edili che facciano i lavori necessari sfruttando il meccanismo del superbonus. Nel bando ci sono gli interventi necessari su mille alloggi: entro breve si saprà su quanti di essi sarà possibile attivare i lavori.

Con tutto questo, lo sforzo più importante lo dovranno fare i Comuni. A settembre ci sarà da ricapitalizzare la società, che proporrà anche il rinnovo del contratto di servizio con le amministrazioni pistoiesi, che è appunto in scadenza. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA