Pistoia, salvati due pulcini di barbagianni precipitati dal nido in cima al campanile

I due pulcini di barbagianni salvati e riportati nel loro nido

Fondamentali l’allarme tempestivo da parte dei cittadini e l’intervento dei volontari della Lega vigilanza animali

PISTOIA. Sono salvi grazie all’impegno dei volontari e di chi non si è girato dall’altra parte. Si tratta di due pulcini di barbagianni precipitati dal nido, che non erano in grado di volare e che sarebbero sicuramente morti tutti.

Invece qualcosa di buono è accaduto. Due di loro non ce l’hanno fatta, altri due invece, grazie all’impegno dei soccorritori, si sono salvati e sono tornati nel nido accuditi dalla madre.


Erano caduti dal campanile di una chiesa (che si trova fra Montale e Pistoia: non ne indichiamo la collocazione precisa per tutelare la tranquillità dei volatili). Il problema che si è subito presentato ai volontari è stato come rimettere al sicuro i pulcini. Fortunatamente, grazie alla collaborazione di alcuni tecnici, sono potuti salire fino in cima alla torre campanaria e rimetterli al loro posto. Dove, nelle prossime settimane, finché non saranno in grado di volare e di essere autosufficienti nella ricerca del cibo, resteranno accuditi e protetti.

Campanili delle chiese, edifici alti, tetti, anche di case diroccate, alberi posti in zone impervie: i nidi dei barbagianni si trovano spesso in posti difficili da individuare e raggiungere. Può accadere che anche a causa del vento o per troppa esuberanza i piccoli precipitino a terra. In questo caso è indispensabile un intervento rapido e professionale, prima che possano diventare prede di altri animali o morire di fame o di freddo.

Giulia Fiori, presidente della Liv (Lega internazionale vigilanza tutela animali e ambiente), insieme ai propri collaboratori, e grazie sopratutto alla Cetras di Empoli, sono sempre pronti sul territorio per soccorrere animali di tutti i tipi.

«La sensibilità in Valdinievole e Pistoia aumenta – commenta – La gente ci chiama a ogni ora. Noi subito allertiamo la forestale, che attiva il recupero e spesso gli orfani finiscono a Firenze».

La speranza e l’obbiettivo di Giulia Fiori è quello di trovare in comodato d’uso un vecchio cascinale o un terreno per poter istituire un centro di accoglienza per gli animali in difficoltà.

«Se riuscissimo a mettere su il Cras – specifica la donna – tutti potrebbero risparmiare denaro e soprattutto gli animali verrebbero curati subito, senza attendere tempi lunghi per il trasporto in città lontane. Comunque la cosa più bella è vedere come i cittadini non facciano finta di nulla, anzi. Ci chiamano, si fermano, e soprattutto soccorrono».

È determinante soprattutto per i cuccioli un intervento tempestivo. «In soli cinque anni di attività, siamo riusciti a diventare un punto di riferimento non solo per tutta la Valdinievole ma anche per la provincia di Pistoia». —

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