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Stupri e violenze: lei lo denuncia, lui ora è in carcere

La donna si è presentata alle forze dell'ordine e ha raccontato il suo calvario iniziato ormai parecchio tempo fa

Una storia di orrori perpetrati su una donna dal suo compagno: la vittima ha finalmente avuto il coraggio di raccontare tutto alle forze dell'ordine

PISTOIA. Claudicante, con un orecchio tumefatto e il corpo pieno di lividi, si è presentata al corpo di guardia della questura. Con due bambine per mano. E, dopo mesi di inferno, ha denunciato. Non solo la violenza sessuale e le botte subite la notte precedente, ma i cazzotti, i calci, le offese e le minacce quasi quotidiani che aveva reso la sua vita invivibile da quando aveva deciso trasferirsi a casa del compagno. Che ora però è finito dietro le sbarre, arrestato in flagranza dai poliziotti della squadra mobile per maltrattamenti aggravati: proprio mentre stava sporgendo denuncia, sul cellulare della giovane donna continuavano ad arrivare messaggi minatori e offensivi, ennesima manifestazione del reato contestato. A cui si aggiunge quello di violenza sessuale.
Il 35enne di origini albanesi, residente a Pistoia  - non ne scriviamo le generalità affinché non possano essere rese identificabili la vittima e le due bambine coinvolte -  si trova nel carcere di Sollicciano da mercoledì 28 luglio, dopo che, assistito dall’avvocato difensore Alessandro Mencarelli, è comparso davanti al gip del tribunale Alessandro Azzaroli, che ha convalidato l’arresto eseguito dagli investigatori della Mobile per poi disporre la misura cautelare, ritenuta necessaria per l’elevato rischio di reiterazione del reato e per tutelare l’incolumità della convivente.
Dopo una notte insonne e di lacrime a causa dei forti dolori per le violenze subite, la giovane donna si è presentata in questura la mattina del 24 luglio. Al compagno aveva detto che sarebbe uscita per portare le bambine (figlie dell’uomo, avuta da una precedente relazione) a fare colazione: aveva paura che potesse succedere loro qualcosa lasciandole da sole in casa. Fatto sta che ai poliziotti aveva raccontato la sua odissea. Il pomeriggio precedente le botte erano state scatenate dall’aver osato concedere l’amicizia su Facebook a un connazionale del compagno che gliel’aveva chiesta. Prima gli schiaffi, poi una brutale presa alla mascella che le aveva spezzato un dente e un cazzotto all’orecchio, da cui aveva iniziato a perdere sangue. Offese e violenze andate avanti fino a mezzanotte. Lei era già a letto quando infine il compagno l’aveva chiamata da bagno: voleva un asciugamano. E quando glielo aveva portato, lui l’aveva afferrata per un polso e tirata dentro la stanza. E lì, chiusa la porta a chiave, l’aveva violentata, tenendole una mano sulla bocca per impedirle di urlare.

Prima di essere portata in ospedale con un’ambulanza, ai poliziotti la giovane donna ha raccontato che le violenze erano iniziate fin dall’inizio della convivenza, lo scorso maggio. Inizialmente per i soldi che lui pretendeva da lei, tutti quelli che aveva, e per il suo rifiuto di farsi coinvolgere nei traffici illeciti dell’uomo, legati alla droga. Poi erano diventate quasi quotidiane, e già una volta era finita al pronto soccorso. Ma alla fine la giovane donna ha trovato il coraggio di denunciare. —

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