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Area Giusti a Bottegone, stoppato il Comune di Pistoia: niente acquisto ma asta a settembre

L’assessore all’urbanistica Cialdi: «Era già tutto pronto, poi il giudice fallimentare ci ha fermato»

PISTOIA.Gli abitanti di Bottegone che vivono accanto all’area ex Giusti, il grande cantiere edile in stato di abbandono dopo il fallimento dell’azienda, possono mettersi l’anima in pace. Fino a settembre 2021 non ci saranno novità per quella grande area incolta e piena di erbacce. Bisognerà attendere l’esito dell’ultima asta fallimentare, fissata per il 7 del mese, perché l’area in questione è stata inserita nei lotti da cedere. Già a marzo, in realtà, Palazzo di Giano era pronto ad acquistarla. «Avevamo già fatto i frazionamenti e il notaio aveva già fissato la data dell’atto – ha spiegato in consiglio comunale l’assessore all’urbanistica Leonardo Cialdi – ma il giudice fallimentare è intervenuto bloccando il curatore, proprio perché l’area dovrà prima andare all’asta».

Cialdi stava rispondendo ad una comunicazione del capogruppo del Pd Walter Tripi, che si era fatto portavoce delle proteste degli abitanti della zona, proteste fattesi più forti dopo che un principio d’incendio nell’area, nella notte del 24 luglio scorso. Tripi, in sostanza, accusava il Comune di non essersi mosso prima per risolvere il problema. Accuse che Cialdi ha tenuto a respingere, spiegando appunto che il Comune, in realtà, aveva prima incassato le fidejussioni e poi provato ad acquistare l’area per completare lui i lavori che mancano. Sì, perché al di là delle erbacce, il vero problema dell’area ex Giusti è che all’impresa si è consentito di costruire gli edifici da vendere (due palazzine di alloggi) prima che fossero realizzate correttamente le cosiddette opere di urbanizzazione: strade, marciapiedi, una cassa di espansione. Giusti doveva realizzare anche un piccolo anfiteatro, ma il fallimento è arrivato prima.


«È un problema che al Comune di Pistoia ho riscontrato diverse volte – ha osservato a questo proposito Cialdi – l’amministrazione, negli anni passati, non si è cautelata obbligando chi costruisce in convenzione a realizzare prima almeno la metà delle opere pubbliche previste. Con Giusti è successo diverse volte, ad esempio all’area ex Breda e a Masiano. Ma non è avvenuto solo con Giusti. A Bottegone, per lo meno, c’erano delle fidejussioni che siamo riusciti ad incassare».

Cialdi ha spiegato che ora c’è da attendere l’asta. Se ci sarà un vincitore, il Comune si rivolgerà a quest’ultimo. In caso contrario, tornerà all’assalto della curatela per cercare di acquisire l’area. —