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Adotta un olivo di Pistoia per avere l’olio: così si salvano le colline

Ager Oliva è la start up di quattro giovani soci, l’idea è ora un progetto di successo «Affittiamo uliveti incolti e li rendiamo produttivi. Offerte da tutta la Toscana»

Pistoia. Solo 49 euro all’anno. E’ il costo per adottare un olivo abbandonato, farlo sfoltire e potare, renderlo produttivo e vedersi arrivare poi l’olio extravergine a casa l’anno successivo. “Ager Oliva” è l’idea e start up nata in embrione durante la pandemia, a ottobre del 2020, e concretizzatasi sul mercato dallo scorso 1° marzo. Così quattro soci, tutti “millenials” nati dopo il 1990 i tre soci operativi, stanno dando vita a un’esperienza economica e produttiva unica; affittare terreni incolti di olivi per 15 anni, potare le piante e renderle produttive. Il committente in questo caso è il cliente che adotta l’olivo. Per fare tutto questo basta che chiunque sia interessato all’olio del pistoiese e delle colline verso Montecatini.

«Ne abbiamo già mille di olivi da rendere di nuovo produttivi e quelli adottati sono già 800», dice Tommaso Dami, 31 anni da compiere, una laurea in economia in tasca e la voglia di confrontarsi con un fare impresa del tutto innovativo. «Pensiamo soltanto a dei numeri; in alcune zone del pistoiese, come Santomato, ci sono almeno 600 ettari di terreno a olivo abbandonati, ma è così in tutta la regione. Ci sono aree enormi di olivi lasciate a se stesse, per gli alti costi anche di gestione e forza lavoro. Ager Oliva intende tornare a salvaguardare i territori, lavorarli e renderli di nuovo produttivi. Per questo diciamo che adottare un olivo senza una grande necessità di sfoltimento, ha un costo di 49 euro l’anno. Per una pianta ferma da molti anni, diventata molto grande, chiediamo 59 euro l’anno», dice ancora Dami. Se si considera che in media un tipico olivo toscano in produzione rende fra i 40 e i 60 kg di olive, per circa 6-8 kg di olio extravergine di oliva, il costo richiesto appare sostenibile. E tutto questo comprensivo della frangitura.

«Precisiamo che garantiamo una certa qualità dell’extravergine, dato che le nostre sono tutte coltivazioni biologiche. Il lavoro adesso è molto duro e impegnativo. La risposta dei clienti c’è. Abbiamo richieste ogni giorno», prosegue il giovane laureato. Con lui, a lavorare tutti i giorni fra dati contabili e sterpaglie e rami da tagliare ci sono anche Cosimo Lunetti, classe 1998, e una ragazza, Ana Soto. Ad aiutare e sostenere il giovane gruppo di “Ager Oliva” con un progetto e un piano industriale ad hoc, c’è Confagricoltura di Pistoia. E le volontà dei tre giovani sono espansive. «Certo, siamo interessati a offerte di terreni abbandonati. Ne ho visti altri proprio in questi giorni a Quarrata e a Bacchereto, Carmignano. Le offerte di terreni da affittare con olivi fermi ci stanno arrivando da tutta la Toscana, dall’aretino fino alla costa. I numeri sono enormi; si tratta di centinaia di migliaia di piante fuori produzione e da rimettere a posto», prosegue Dami.

La start up in pochi mesi già vola e conta di far aumentare ancora di più il numero dei clienti adottivi di olivi e la produzione di olio extravergine. Per adesso, tutte le commesse aperte e le tante adozioni garantiscono la fornitura dell'olio di oliva extravergine nel 2021 e nel 2022. Il lavoro non manca. «Rendere produttiva economicamente l'agricoltura rispettando l'ambiente non è semplice. Ci stiamo provando con risultati per adesso incoraggianti. Anzi, numeri alti direi. E' una scommessa di impresa che ci entusiasma, nonostante la fatica. Un'area interessante è quella del Montalbano, che sull'olio extravergine ha una forte tradizione di qualità», conclude Dami. —