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Un migliaio di sanitari non sono vaccinati, ora rischiano la sospensione dal lavoro

Prosegue la campagna vaccinale, un migliaio di sanitari pistoiesi non si sono vaccinati

Almeno 170 sono medici, i restanti sono infermieri, operatori sociosanitari ma anche cuochi e addetti mensa  

PISTOIA. Potrebbero essere circa un migliaio in provincia di Pistoia i sanitari non ancora vaccinati contro il Covid-19. Secondo il presidente dell'Ordine dei medici provinciale, Beppino Montalti, tra questi ci sarebbero almeno 170 medici, più o meno il 10 per cento degli iscritti. I restanti sono infermieri, operatori socio sanitari e tecnici, ma anche autisti, cuochi e addetti mensa, inservienti e portieri che lavorano nelle strutture sanitarie, sia pubbliche che private. Il nostro territorio vale dunque l'11 per cento a livello di Asl Toscana Centro (che comprende anche le province di Firenze e Prato), che secondo i dati forniti dalla Regione Toscana ha 9.000 operatori definiti “no vax” (in Toscana sono in tutto quasi 16.000). L'azienda sanitaria guidata da Paolo Morello Marchese non fornisce ancora i dati precisi suddivisi per territorio. Questo migliaio di persone fanno parte degli oltre 96.000 pistoiesi che non hanno ancora fatto la prima dose di vaccino.

La questione per i sanitari è però diversa, perché questa categoria di lavoratori si sottrae in sostanza all'obbligo vaccinale, introdotto dal decreto legge del 1° aprile 2021. E dunque va incontro a delle forti ripercussioni a livello professionale: sospensione, demansionamento, blocco dello stipendio. C'è comunque incertezza su chi deve applicare le sanzioni, in un procedimento che si sta distinguendo per la sua lentezza (l'Ordine dei medici chiede i nominativi dei non vaccinati da mesi, senza averli ancora ottenuti). L'Asl Centro spiega in una nota che «non commina sanzioni ma procede all'accertamento dell'effettività degli adempimenti, comunicandolo ai diretti interessati e ai rispettivi datori di lavoro e a eventuali ordini professionali, che potranno procedere con gli adempimenti di loro competenza». Afferma Montalti: «Secondo la legge, una volta che l'Asl avrà fornito i nominativi, ci saranno cinque giorni di tempo per mettersi in regola con l'obbligo vaccinale. Seguirà poi una sospensione iniziale di 30 giorni che, se in questo arco temporale al medico non dovesse venire somministrato il vaccino, sarebbe prolungata fino al 31 dicembre 2021 (considerato il termine dell’emergenza sanitaria, nda). La sospensione per noi è obbligatoria, il rischio è di incorrere nel reato di omissione di atti d'ufficio». «In sostanza – aggiunge – con la sospensione il dottore non potrà svolgere l'attività di libera professione. Per quanto riguarda i dipendenti Asl, dunque gli ospedalieri, è il datore di lavoro che deciderà se sospenderli dal servizio oppure impiegarli in un'altra mansione, magari non a contatto con i pazienti».


La procedura sembra avviata: dall'Asl sarebbero partite le prime raccomandate e mail agli operatori sanitari che nei fatti hanno violato la legge. Ancora però non si conoscono i numeri precisi e i nominativi di medici e infermieri no vax. —

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