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Una nuova vita per Palazzo Amati Cellesi: ecco cosa ospiterà

Il maestoso edificio, che si trova all’angolo fra via Panciatichi e piazza Garibaldi

La settecentesca dimora nobiliare, già sede del Monte dei Paschi, è stata acquistata da una società fiorentina

PISTOIA. Le sue porte sono chiuse dal 2013, ma resta uno degli edifici storici più preziosi di Pistoia. Non per niente, nel Settecento e nel primo Ottocento, è stato la dimora nobiliare più vasta e sfarzosa della città, l’unica ad avere un sontuoso scalone a tenaglia, decorato con stucchi e affreschi. Adesso, Palazzo Amati Cellesi sta per iniziare una nuova vita. È stato siglato l’accordo quadro per l’acquisizione e la valorizzazione da parte della società fiorentina “LC3”, specializzata nelle compravendite immobiliari. Entro la fine del 2023 (le stime parlano di tale data) ospiterà al proprio interno 28 appartamenti di lusso, tre uffici e un fondo commerciale.

Già di proprietà dellla banca Monte dei Paschi di Siena, il maestoso edificio, che si trova all’angolo fra via Panciatichi e piazza Garibaldi, nel 2020 è stato acquistato dal fondo di private equity francese Ardian, attraverso la Areef 2 Palio, una Sicaf di tipo multicomparto gestita esternamente dalla Sgr Dea capital real estate del Gruppo De Agostini. La “LC3”, che, dopo aver sottoscritto il preliminare, perfezionerà l’acquisto nel maggio 2022, avvierà a breve il processo di trasformazione urbanistica ed edilizia dello storico palazzo settecentesco. Nella transazione, l’azienda fiorentina, guidata dall’architetto Valentina Artini, è stata assistita dallo studio legale Giovannelli, Masi, Cecconi e associati, con il partner Matteo Cecconi. La Dea capital è stata assistita da Nctm, con il partner Luigi Croce e l’associato Davide Mastrangelo.


Per la “LC3”, Palazzo Amati Cellesi è stata una delle tante proposte di acquisto ricevute nel tempo da intermediari immobiliari ma una volta effettuato il primo sopralluogo – dicono in azienda – è stato amore a prima vista: «Ce ne siamo innamorati, è di una bellezza unica. Eppure ne abbiamo fatti tanti di questi progetti..». Sul prezzo di acquisto i responsabili mantengono il massimo riserbo, tuttavia, sia come risorse che come tempo, l’attuazione del progetto di restauro conservativo non richiederà un impegno troppo importante: a parte l’impiantistica e gli infissi, strutturalmente l’edificio si trova in condizioni eccellenti.

Quattro piani, oltre 6.400 metri quadrati, il palazzo fu costruito attorno al 1720 da Giovanni Tommaso Amati, nell’area in cui nel XII secolo nascevano le mura della seconda cerchia, successivamente abbattute. Dal 1895 è stato sede di banche: prima il Credito Toscano, poi la Banca Toscana, quindi il Monte dei Paschi di Siena. Affreschi e stucchi si estendono a quasi tutto il piano nobile e a buona parte del secondo, mentre la facciata su piazza Garibaldi presenta una raffinata decorazione scultorea, celebrativa del committente, pressoché unica fra le dimore gentilizie pistoiesi. —