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Dopo l’alt alla tramvia Italia Viva rilancia: «Serve il treno veloce»

Lisa Innocenti ed Eugenio Giani durante l’iniziativa organizzata venerdì da Italia Viva e Azione Pistoia

I renziani pistoiesi: «Sarà questa la nostra battaglia» e attaccano Giani, la giunta Tomasi, Capecchi e Palomar

PISTOIA. Ci hanno pensato su qualche giorno. Poi hanno deciso che non si potevano ignorare le parole del presidente della Regione Eugenio Giani, che congelano l’ipotesi di allungare la futura tramvia Peretola-Prato fino a Pistoia. E così ieri il gruppo dirigente pistoiese di Italia Viva ha rilanciato il tema, che era emerso venerdì sera nel corso dell’iniziativa organizzata dai renziani pistoiesi e da Azione Pistoia proprio sul tema del futuro di Pistoia.

«Giani dice – spiega la coordinatrice provinciale Lisa Innocenti – che la tramvia fino a Pistoia non si fa perché è troppo costosa? Noi rispondiamo che un servizio del genere comunque non sarebbe andato bene, perché è troppo lento. Pistoia ha bisogno di un collegamento veloce con Firenze. Un collegamento tramite ferrovia. Ora o mai più: lo chiediamo fortemente e lo pretendiamo». Ci sarebbe il problema della sovrapposizione con il traffico dell’alta velocità a Firenze, ma Italia Viva pistoiese assicura che sul tema coinvolgerà i suoi rappresentanti regionali.


Il consigliere comunale Giovambattista Grasso, dipendente Hitachi, se la prende invece direttamente con Giani. «La sua posizione è un insulto. Qui a Pistoia abbiamo una fabbrica che è un’eccellenza mondiale nel settore ferroviario. Prima di prendere una decisione , Giani poteva informarci, confrontarsi». L’altro coordinatore provinciale, Enrico Dami, mette invece nel mirino la giunta comunale di centrodestra. «È imbarazzante il loro silenzio su questa questione. Essere rimasti esclusi da un tavolo come quello sui collegamenti nell’area metropolitana è sconcertante».

Infine il consigliere comunale Alessandro Cenerini, che accusa il consigliere regionale Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia) di «intestarsi una battaglia strumentale» contro lo stop della Regione, perché «quando per tre anni è stato assessore alla mobilità, non ha mai detto niente sul tema». Ma Cenerini bacchetta anche l’associazione Palomar (vedi articolo a fianco, ndr). «Ora si stracciano le vesti. Ma nel precedente mandato amministrativo il sindaco Bertinelli guardava solo a Lucca e ignorava Firenze. Ora, invece, tutti fiorentinocentrici. Bene i soldi per il raddoppio della ferrovia, ma a cosa serve se, una volta a Pistoia, ci vuole un sacco di tempo per proseguire?». —