Allarme della Fondazione Turati alla Rsa mancano dieci infermieri

Il direttore generale De Scalzi preoccupato per la situazione dell’organico «La pandemia da Covid 19 ha indotto l’Asl a reclutare personale nel privato» 

Carlo Bardini

GAVINANA. La Fondazione Turati di Gavinana lancia l’allarme per la ricerca di infermieri. La situazione è alquanto difficile, anche se per il momento ha un numero sufficiente per garantire tutti i servizi. Ma nel prossimo futuro potrebbe presentarsi il rischio di dover chiudere dei reparti. Per tornare ai numeri degli infermieri disponibili nella residenza per anziani di Gavinana, attualmente manca circa una decina di queste figure professionali. Ne abbiamo parlato con il direttore generale della struttura, il dottor Maurizio De Scalzi, nonché coordinatore del “Comitato dei gestori delle Rsa toscane”. «Naturalmente il problema degli infermieri – spiega de Scalzi – non riguarda solo la Fondazione Turati, ma è un problema generale di tutte le Rsa e nasce con l’avvento della pandemia da Covid-19. La necessità di assumere molti infermieri ha portato a numerosi nuovi bandi da parte della Asl, che in questo modo hanno portato questa figure dal sistema privato a favore di quello pubblico, rispondendo così alla forte necessità dell’assistenza negli ospedali. Purtroppo come accade – aggiunge –se tiri da una parte la coperta, rimani scoperto dall’altra e questa scelta ha messo a rischio le residenza sanitarie per anziani. La stima è che, al livello toscano, manchino circa 5000 infermieri. Perché quando si presentano i bandi, è chiaro che l’infermiere che opera nel privato ci prova, e sceglie sempre il pubblico per svariati vantaggi che gli si prospettano, come ad esempio rimanere a lavorare in città e a volte scegliendo senza dover salire fino in montagna». Quello che adesso fa paura è il nuovo concorso bandito dalla Regione e la possibile assunzione nel pubblico entro l’estate. «Purtroppo sembra che questo problema venga sottovalutato – prosegue il direttore generale – ma in realtà è possibile, secondo cosa ci riserverà il futuro sempre per numero di infermieri, che siano a rischio la sopravvivenza di certe Rsa, magari quelle più piccole. Come “Comitato dei gestori delle Rsa toscane” abbiamo scritto interessando la Regione, i prefetti e le parti politiche in campo per sensibilizzare sul tema e trovare una soluzione. Attualmente come Fondazione Turati siamo al limite rientrando nelle normative previste ma basterà che pochi infermieri decidono di lasciarci che ci troveremo a rischio di chiudere dei reparti. Ne vorremmo una decina per tornare ai livelli di una volta. Ma non stiamo trovando nessun infermiere anche se attingiamo a risorse da Paesi stranieri». Il Comitato ha anche fatto delle proposte per ridurre i pericoli evidenziati, come ad esempio fare come altre Regioni istituendo la figura dell’Osss che non è proprio un infermiere ma ne ha alcune specificità, considerare le Rsa accreditate come parte integrante del sistema sanitario regionale e fare una programmazione, sia per le funzioni che per il personale, che tenga conto delle necessità del sistema pubblico e di quello accreditato. –


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