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Suicida dopo la fuga: aperta un’inchiesta

Il lato del Bastione Thyrion da cui si è gettata la giovane mamma

Pistoia, esposto del marito della giovane che si è gettata dal bastione dopo essersi allontanata da una comunità terapeutica

PISTOIA. Con alle spalle cinque ricoveri in psichiatria in meno di un anno e mezzo e quattro tentativi di suicidio avrebbe dovuto essere sottoposta a una vigilanza più stretta. Che avrebbe dovuto impedirle di allontanarsi dalla comunità terapeutica a cui era stata affidata dai servizi sociali dell’Asl. È per chiedere che venga fatta chiarezza su eventuali responsabilità che ha deciso di presentare un esposto alla procura della Repubblica il marito della giovane mamma che nel pomeriggio di venerdì scorso si è tolta la vita gettandosi dal Bastione Thyrion, a Pistoia.

Nel pomeriggio di ieri, l’uomo si è presentato in questura per depositare l’atto di denuncia/querela redatto con l’assistenza dell’avvocato Luca Poldaretti, del foro di Pisa. Nel documento si spiega come la donna, no ancora trentenne (non ne facciamo il nome per tutelare la famiglia in un momento così tragico) soffrisse da tempo di una sindrome depressiva che l’aveva portata a tentare di uccidersi in almeno quattro occasioni. Per le sue patologie era seguita dal Centro di salute mentale dell’Asl, ma circa tre settimane fa i servizi sociali avevano preferito allontanarla dalla sua abitazione per farla inserire in una comunità terapeutica, in via Fonda .


È stato da lì che nel pomeriggio di venerdì si è allontanata, non vista dal personale della struttura, che secondo il marito non avrebbe esercitato correttamente e con la dovuta diligenza l’obbligo di custodia nei suoi confronti. Uscita da lì la donna si è quindi diretta a piedi verso Porta al Borgo, per poi, probabilmente passando dall’area dove si trova la scuola Roncalli, arrivare sulle mura del Bastione Thyrion, dalla parte in cui sono più alte (una dozzina di metri), quella che si affaccia sui cortili posteriori delle abitazioni che danno sul tratto di via dello Specchio che da via Dalmazia scende verso via dei Macelli. Da dove si è gettata poco prima delle 17,20. Immediati i soccorsi: i residenti, richiamati, dal tonfo dell’impatto sul lastricato del cortile, hanno chiamato immediatamente il 118, ma tutti i tentativi di rianimazione sono stati vani.

Non si sa a che ora il personale della comunità terapeutica si è accorto dell’allontanamento, fatto sta che la telefonata di segnalazione ai carabinieri c’è stata attorno alle 18,10.

Il reato ipotizzato nell’esposto presentato in questura è quello di omicidio colposo. Il marito della donna e il suo legale chiedono alla procura di accertare se possano esserci eventuali responsabilità anche da parte dei servizi sociali per non averla collocata in una struttura che forse sarebbe stata più adatta alla sua patologia. —

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