«Il taglio dei platani non era autorizzato» Ambientalisti accusano il Comune

L’intervento in viale Matteotti iniziò il 19 aprile ma fu comunicato alla Soprintendenza soltanto quattro giorni dopo

Fabio Calamati

PISTOIA. «Il taglio dei platani di viale Matteotti non era autorizzato». A scriverlo è il Gruppo di intervento giuridico, una associazione ecologista nata a Cagliari ma con raggio d’azione in tutta Italia, che fin dall ’inizio aveva messo nel mirino il taglio di venti piante del viale Matteotti, effettuato dal Comune e motivato dal fatto che i platani fossero aggrediti dai parassiti e quindi con stabilità messa a repentaglio.


Gli ecologisti hanno fatto istanza di accesso civico agli atti e ottenuto quindi tutti i documenti della vicenda. E dal loro esame ricavano la conclusione che il taglio dei platani non avesse le carte in regola. Conclusione seccamente smentita dallo stesso Comune (vedi articolo qui sotto).

Il punto centrale è il coinvolgimento della Soprintendenza ai beni archeologici e paesaggistici, che in base al decreto legislativo 42/2004, deve autorizzare interventi su beni tutelati. È vero che l’articolo 27 del decreto disciplina le “situazioni di urgenza”, per le quali è richiesta solo una “immediata comunicazione”, seguita però dal tempestivo invio dei progetti definitivi dell’intervento. Ed è altrettanto vero che il taglio dei platani di viale Matteotti potesse rientrare tra gli interventi di emergenza, vista la pericolosità di alberi malati su un viale tra i più trafficati della città. Ma il fatto è che il Comune ha prima iniziato il taglio dei platani (19 aprile) e solo dopo (23 aprile) ha inviato la comunicazione in Soprintendenza. Il taglio quindi era «in corso da giorni senza alcuna autorizzazione», come sottolinea l’associazione.

Il 3 maggio la Soprintendenza risponde al Comune non con l’autorizzazione ma con una semplice comunicazione in cui ricorda «che anche in casi di comprovata urgenza, la richiesta di intervento... deve pervenire... prima dell’esecuzione dell’intervento stesso». «Cioè il contrario di quanto accaduto» chiosa il Gruppo di intervento giuridico.

Non solo: gli ambientalisti sottolineano che «ora la Soprintendenza attende il progetto definitivo ai fini dell’approvazione e che il progetto “dovrà prevedere la messa a dimora di piante della stessa specie (platani) al posto di quelle abbattute e dovrà prevedere inoltre un restauro complessivo della sistemazione arborea e vegetazionale del viale Matteotti”». Tradotto: «Dovranno essere piantati una ventina di nuovi platani e devono essere lasciati in pace la novantina di platani tuttora viventi».

L’associazione ambientalista conclude ricordando che interventi sugli alberi nel periodo primaverile sono vietati per legge, a tutela della riproduzione dell’avifauna selvatica. Per cui «il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche (uccelli, ndr) in periodo di nidificazione può integrare eventuali estremi di reato». Anche se – va ricordato – il taglio degli alberi fu eseguito controllando prima che non vi fossero nidi attivi, dopo le proteste di alcune associazioni ambientaliste presentatesi all’apertura del cantiere.

Infine, il Gruppo di intervento giuridico sottolinea che «l’intero viale, alberi compresi, è tutelato con vincolo storico -culturale... Quindi ogni intervento deve essere preventivamente autorizzato». Altrimenti si commettono dei reati. —

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