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La Pistoiese nelle mani del sindaco Tomasi: Ferrari ha confermato di voler lasciare

L’incontro al Nursery campus per decidere il futuro della Pistoiese (foto Gori)

Incontro chiarificatore alla presenza anche del main sponsor Vannucci e di Bonechi per la Holding Arancione

PISTOIA. La Pistoiese riparte dal proprio porto sicuro, ovvero Vannucci Piante. È infatti nella cornice del Nursery Campus che si è tenuta la prima riunione tra tutti i soggetti che gravitano intorno all'ambiente arancione, per un giro d'orizzonti in merito al futuro della società dopo l'amarissima retrocessione nei dilettanti e le conseguenti dimissioni del presidente Orazio Ferrari. È stato proprio lui l'ultimo ad arrivare all'appuntamento serale, completando la folta schiera dei presenti: in prima linea c'erano il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e il title sponsor Vannino Vannucci; poi il direttore generale Marco Ferrari, il club manager Fabio Fondatori e tutti i soci della Holding Arancione, compreso il presidente uscente Andrea Bonechi.

La riunione si è consumata a cena, con tavoli rigorosamente distanziati, in un'atmosfera distesa. Ferrari ha ribadito di voler lasciare il timone della Pistoiese: una scelta per certi versi inevitabile per permettere la ricostruzione dopo un'annata disastrosa come quella appena conclusa, che ha reso insanabile la frattura già piuttosto profonda tra la proprietà e una parte sempre più maggioritaria dell'ambiente. «Tutti colpevoli di questa stagione, liberate la squadra arancione. Via tutti», recita in maniera piuttosto eloquente uno striscione della tifoseria organizzata affisso allo stadio Melani. Oltre a Ferrari, sostanzialmente per gli stessi motivi, lascerà anche il figlio Marco, che insieme alla sorella Giuditta detiene circa il 75% delle quote della Holding. L'interrogativo irrisolto riguarda chi verrà dopo: al momento, infatti, non sembra esserci nessuno pronto a rilevare il pacchetto di maggioranza dall'interno, esponendosi in maniera più consistente rispetto alle attuali percentuali minoritarie. Vannucci, dal canto suo, aveva già sottolineato sulle colonne del Tirreno la sua disponibilità a rinnovare il proprio sostegno ai colori arancioni, ma in 27 anni ha sempre vestito i panni dello sponsor e verosimilmente le cose non cambieranno. Toccherà dunque al sindaco, in qualità di intermediario e garante, guardarsi intorno per trovare una nuova proprietà. Seria, competente, con disponibilità economica per gettare le basi future: mica facile, in questo periodo storico.

Dal canto suo Ferrari ha lasciato una società solida e senza debiti, che potrebbe ambire alla riammissione o al ripescaggio in Serie C. In questo senso, un altro tema destinato a tener banco è quello relativo alle iscrizioni: ci sarà infatti da capire se i criteri adottati fino allo scorso campionato dalla Lega Pro resteranno inalterati o saranno addirittura inaspriti, per evitare di trovarsi ai nastri di partenza con qualche club pericolante come già successo negli ultimi anni, oppure se le maglie potranno essere allargate rimodulando le richieste di garanzia al ribasso, a seguito dei danni economici dovuti dall’emergenza sanitaria da Covid-19. È chiaro che nell'ambiente arancione la speranza è quella che la bilancia penda per la prima opzione, così da avere più chance per rientrare immediatamente nel mondo dei professionisti, ma al momento la priorità è un'altra: presidente e direttore generale del club nonché il presidente della Holding sono in uscita, mentre nessun volto nuovo pronto ad affacciarsi sulle tribune del Melani. —


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