La sfida delle cugine Francesca e Giada: lo storico hotel di famiglia torna a vivere

Francesca Bartolesi e Giada Giambi, nipoti dei gemelli Rodolfo e Sergio Bartolesi

Riapre le porte storico albergo di Capostrada: «Siamo cresciute qui, dove i nostri nonni hanno lavorato tutta una vita»

PISTOIA. Poco più di vent’anni fa, quando erano ancora delle bambine, scorrazzavano tra quei corridoi e giocavano dietro il bancone della reception. Oggi, giovani donne, hanno ripreso in mano la gestione di quel luogo a loro tanto caro, riaprendo i battenti dello storico hotel Il Boschetto di viale Adua, a fianco dell’omonima piscina simbolo dell’estate per generazioni di pistoiesi.

È la sfida di Francesca Bartolesi, classe 1993, e della cugina Giada Giambi, di un anno più giovane, nipoti dei gemelli Rodolfo e Sergio Bartolesi, che per oltre cinquant’anni sono stati il volto e il cuore dell’albergo e della piscina di Capostrada, dopo aver a loro volta ereditato l’attività dal padre Renato. L’avventura di Francesca e Giada è cominciata nel 2020, quando – in piena pandemia – le persone che avevano in gestione l’hotel, dopo dieci anni di lavoro, hanno terminato la loro attività. L’hotel, come molte altre strutture ricettive, è stato costretto a chiudere i battenti. Ed è stato in quel momento che le due cugine si sono buttate nella nuova avventura, decise a riaprire le porte di quell’albergo in cui erano cresciute.


«I mesi di chiusura forzata – raccontano – sono state l’occasione per rinnovare l’hotel, progettare una nuova comunicazione e lavorare al nuovo sito, che sarà online a breve. Siamo cresciute in questo luogo, dove i nostri nonni Rodolfo e Sergio, insieme alle rispettive mogli Verena e Janette, hanno lavorato tutta una vita, insieme al resto della famiglia. Questo luogo fa parte di noi, e quando si è presentata la possibilità di riavviare l’attività, per noi è stato naturale».

Verena e Janette mogli di Rodolfo e Sergio Bartolesi, che per oltre 50 anni sono stati il volto e il cuore dell’albergo e della piscina di Capostrada

Una cartolina del Dancing Il Boschetto, luogo di ritrovo di tantissimi giovani che negli anni Sessanta accorrevano per assistere a spettacoli e concerti


Francesca è studentessa magistrale in traduzione delle lingue straniere, mentre Giada è iscritta alla laurea magistrale in storia dell’arte. E grazie ai loro studi, nel lavoro di accoglienza turistica pedalano in tandem. La prima parla diverse lingue, la seconda è esperta di arte e ama raccontare le bellezze di Pistoia.

«Abbiamo aperto l’hotel il primo maggio – racconta Francesca – e piano piano qualcosa comincia a muoversi. Il Covid certo non aiuta, ma siamo sicure che da giugno la stagione turistica potrà riprendere».

«Per adesso – le fa eco Giada – stiamo ricevendo telefonate di persone che cominciano a informarsi. Oltre al turismo italiano, puntiamo al nord Europa e all’America, che storicamente sono i paesi da cui le persone scelgono l’Italia. Pistoia non ha niente da invidiare ad altre città toscane, e questo è il messaggio che vogliamo veicolare».

L’hotel Il Boschetto oggi ha undici camere e serve la prima colazione.

«Il legame affettivo che abbiamo con questo luogo – dicono le cugine – è fortissimo. La nostra famiglia lavora qui da tre generazioni e il fatto di aver ripreso la gestione della struttura è stata una grande soddisfazione anche per i nostri nonni».

Tutto comincia nel 1952, quando il bisnonno Renato prende in gestione la pompa di benzina Shell di Capostrada, lo snodo tra l’allora Camionabile (viale Adua) e le vie Modenese e Bolognese. A pochi passi c’è anche un piccolo bar-ristorante, che – anche grazie alla posizione – diviene ben presto punto di riferimento per i camionisti e i lavoratori in viaggio tra Toscana ed Emilia. Nel 1954 apre anche la piscina Il Boschetto, che diventa ben presto il simbolo di estati spensierate per tante famiglie. Negli anni Sessanta entrano in gioco i figli Rodolfo e Sergio, con le mogli, che aprono i battenti di una piccola locanda con sei stanze e un ristorante. Mentre la piscina, ormai Dancing Il Boschetto, è il luogo di ritrovo di tantissimi giovani che in quegli anni accorrono per assistere agli spettacoli dei musicisti più amati, uno su tutti Little Tony. L’avventura della famiglia Bartolesi prosegue fino al 2009, quando hotel e piscina passano a una gestione esterna. Nel 2015 Giada e il cugino Giacomo Bartolesi ripartono con la piscina, che nel 2020 però rimane chiusa a causa del Covid.

La settimana scorsa, Giada e Francesca hanno riaperto le porte dell’hotel di famiglia. E a breve, grazie a una partnership siglata con Acquarama, riaprirà anche la piscina con il suo grande scivolo blu. —

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