Le minoranze attaccano la giunta di Pistoia: "Tomasi senza idee né coraggio"

Secondo Pd, Italia Viva. In Azione, Spirito libero e Città di tutti "ci sono tante risorse in arrivo ma la città è sempre più marginale"

PISTOIA. L’accusa è chiara: di fronte ad una imponente disponibilità di risorse, come quella offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr, il nome ufficiale del Recovery Plan in salsa tricolore), la giunta Tomasi non ha proposte forti per il futuro della città. E non le ha perché le mancano visione, competenza e coraggio.
A sottoscrivere l’affermazione, cinque dei sette gruppi di opposizione alla maggioranza di centrodestra in consiglio comunale. In particolare: Pd, Italia Viva, Pistoia spirito libero, Pistoia città di tutti, Azione Pistoia, che hanno dato vita sabato 8 maggio ad una conferenza stampa unitaria nel cortile di Palazzo comunale (c’erano rispettivamente Walter Tripi, Alessandro Cenerini, Tina Nuti, Federica Bonacchi e Iacopo Vespignani). Praticamente l’intera minoranza consiliare tranne i 5 Stelle e il gruppo Indipendente di Gabriele Gori e Carla Breschi.

Al centro dell’incontro, ancora una volta, il giudizio assai critico sull’operato della giunta Tomasi, accusata questa volta di non saper cogliere l’occasione storica rappresentata dai finanziamenti del Pnrr. Tanti soldi potevano servire a risolvere problemi strutturali della città, come il completamento del recupero dell’area ex Breda, il futuro dell’area del Ceppo e delle ville Sbertoli, una soluzione per chiudere l’anello della viabilità cittadina nel tratto nord. Oppure un rilancio delle periferie, rese appetibili come posti dove vivere dall’emergenza Covid.

In realtà la giuna Tomasi tre progetti li ha candidati: sono quelli del cosiddetto bando Pinqua per la riqualificazione urbana. «Ma sono proposte definite in modo occasionale: si parla dell’area ex Ricciarelli perché il crack della Spes l’ha riportata d’attualità, delle Fornaci perché è comunque una realtà elettoralmente importante, delle mura urbane che fino a ieri nessuno considerava» osserva Vespignani. «E comunque di questi progetti la città non sa nulla, in consiglio comunale non se ne è parlato». Ci voleva altro, secondo le minoranze. Ad esempio un progetto per recuperare la caserma Marini, che presto dovrà essere ridimensionata, oppure per spostare il carcere dal luogo dove si trova ora.

D’altra parte l’amministrazione Tomasi non fa nulla per contrastare la tendenza in atto ad escludere Pistoia dai grandi progetti di livello regionale, ad esempio sulle infrastrutture o sulla società multiutility (Cenerini); ha un bilancio disastroso sui temi della cultura (Nuti); si preoccupa di spacciare per grandi operazioni quella che è semplice e doverosa manutenzione (Tripi); ha mancato la maggior parte degli impegni assunti in campagna elettorale, si pensi alla riforma della macchina comunale (Bonacchi). «Tutte le città si preparano a progetti di ampio respiro per raccogliere le opportunità che arriveranno – sintetizza Tripi – questa maggioranza pensa a venire bene nelle foto. E a partecipare alle manifestazioni in piazza contro il governo, quello stesso che sta erogando milioni e milioni anche a Pistoia». —