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Slitta l’asta per l’ex Giusti: i possibili scenari

Pistoia: andate deserte le precedenti quattro, se ne riparlerà forse a fine giugno

PISTOIA. Tempi ancora incerti sulla nuova asta relativa all’area Giusti, il grande cantiere abbandonato a cavallo tra via Pertini e via Pacinotti, dove avrebbe dovuto sorgere il nuovo quartiere fiore all’occhiello della Pistoia del futuro. La quinta asta giudiziaria era attesa nel mese di aprile, ma – come confermano dal Comune di Pistoia – dal tribunale e dai curatori incaricati della procedura fallimentare non è ancora arrivata alcuna comunicazione sui tempi dell’indizione.

La comunicazione, per prassi, arriva 75 giorni prima, e il fatto che non vi sia ancora stata fa presupporre che l’asta non si svolgerà prima della seconda metà di giugno. E che, come già anticipato qualche mese fa, potrebbe esserci un’ulteriore sforbiciata al prezzo base, già dimezzato da 10 milioni a meno di 5. Quel che è certo, comunque, è che il Comune conferma di voler attendere l’esito della quinta asta giudiziaria prima di pronunciarsi sui passi successivi, nel caso che anche questa vada deserta: come accaduto per le precedenti quattro. L’ultima in ordine di tempo era fissata il 15 dicembre 2020 e nessun acquirente vi prese parte.


Questo stallo dilata, dunque, ancora i tempi, delineando un orizzonte sempre più scuro su quel cantiere edile. Un luogo in cui tutto è rimasto fermo al 2016 e dove ogni speranza di ripartenza dei lavori è stata congelata dopo il fallimento, nel giugno 2018, della Giusti per l’edilizia, l’azienda che avrebbe dovuto portare a termine il recupero dell’area che va dal parcheggio Pertini alla sede di questura e prefettura. Già lo scorso dicembre, l’assessore comunale ai lavori pubblici Leonardo Cialdi aveva confermato come l’amministrazione fosse favorevole a cercare di individuare un soggetto privato che si assumesse l’onere di completare i lavori per l’hotel, il grande parcheggio e le altre opere pubbliche previste negli accordi stipulati a suo tempo con la Giusti. Una posizione che, come detto, ribadisce ancora oggi. Anche alla luce del fatto che, grazie alla proroga delle convenzioni esistenti introdotta dal governo Conte in uno dei decreti sull’emergenza Covid, il piano particolareggiato dell’area, che sarebbe scaduto nel 2022, è stato prorogato per altri tre anni, fino a gennaio 2025.

Nessun pronunciamento, dunque, sulla possibilità da parte del Comune – a più riprese invocata dalle opposizioni in consiglio – di riscuotere le fidejussioni e, attraverso quelle risorse, completare le opere destinate a rimanere pubbliche, come il parcheggio sotterraneo da 800 posti, per metà destinati appunto a uso pubblico.

Un piano – sempre secondo le minoranze consiliari – da accompagnare a una necessaria ripianificazione dell’intera area, per le opere ancora da realizzare. Non resta dunque che aspettare la quinta asta e vedere se qualche privato si farà avanti per acquistare l’area e far ripartire le opere. Quel che è certo, però, è che quello che avrebbe dovuto essere il biglietto da visita della città rimane ancora un’enorme ferita nel cuore di Pistoia. —

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