Tomasi: «Sono pronto a fare da garante coi nuovi»

Il primo cittadino, sorpreso per la retrocessione, chiede a tutti di compattarsi «Abbiamo preso una musata, adesso rialziamoci tutti insieme con entusiasmo»

Alessandro Benigni

PISTOIA.Alessandro Tomasi non ha mai fatto mistero della sua fede arancione. Per questo, da tifoso prima che da sindaco, il primo cittadino di Pistoia è assai addolorato per l'inopinata retrocessione della Pistoiese tra i dilettanti. Nonostante l'amarezza però, Tomasi sa bene che adesso è il momento di rimboccarsi le maniche. Anche e soprattutto a seguito dell'annuncio del presidente Orazio Ferrari, che di fatto lo ha chiamato in causa direttamente in vista di un eventuale passaggio di proprietà del club.


Sindaco, si aspettava un epilogo del genere?

«Assolutamente no. È stata una vera e propria mazzata, tutto avrei pensato meno che retrocedere. Speravo che la squadra potesse fare un buon campionato nell'anno del centenario, invece abbiamo dovuto ingollare un boccone doppiamente amaro. È vero che nel giro di un anno abbiamo perso il professionismo sia nel calcio che nel basket, ma è altrettanto vero che basta guardarsi un po' intorno per vedere che altrove le cose non vanno meglio: pertanto credo che vada fatta una riflessione generale su quello che sta accadendo».

Adesso che il presidente Ferrari si è fatto da parte, si preannuncia una delicata fase di transizione. Il Comune è pronto a fare la propria parte?

«Certamente, come abbiamo sempre fatto del resto. Siamo disposti a lavorare con tutti con atteggiamento propositivo. Questa Amministrazione può rappresentare il punto d'incontro per vecchi e nuovi soci e io sono pronto a spendermi in prima persona come garante, ma prima di tutto occorre mettersi a un tavolino con la Holding Arancione e gli altri soggetti coinvolti per fare il punto. Sia che si voglia provare a salvare la categoria, sia che si decida di ripartire dalla Serie D».

E lei come la pensa?

«Auspicherei di poter rimanere nei professionisti, qualora ce ne fosse la possibilità attraverso i ripescaggi, perché sarebbe importante per i nostri tifosi e a livello di immagine per la città tutta. Ma la categoria non è la sola cosa che conta: lo sport professionistico è in difficoltà e gli effetti dell'attuale crisi economica devono ancora esplodere, pertanto è assolutamente necessaria una nuova progettualità più sostenibile».

Anche guardando a forze economiche non prettamente pistoiesi?

«Credo che attualmente sia difficile trovare una quadra a livello locale, ma una società può essere appetibile dall'esterno solo se ci sono i presupposti per fare degli investimenti. Ben vengano le persone serie, pronte a mettere sul tavolo un progetto ragionevole, ma in questa fase sarà importante tenere lontani gli speculatori. Meglio metterci un anno in più, ma costruire basi solide».

La retrocessione cambierà i piani sullo stadio Melani?

«Vogliamo avere uno stadio a norma per la Serie C, a prescindere dai risultati del campo. Ci sembra il minimo. Abbiamo già sistemato la tribuna centrale, adesso sono in corso lavori per permettere la riapertura della Curva Nord, nonostante qualche rallentamento causa Covid. Abbiamo fatto quanto ci compete in termini di manutenzione, come verifiche sismiche e statiche, cose necessarie che però negli anni passati erano mancate».

Un messaggio per la città?

«Proteggiamo la Pistoiese, che è un bene superiore. Abbiamo preso una 'musata', adesso rialziamoci tutti insieme con entusiasmo. Senza cedere alle sirene di presunti eroi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA