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Fine di una lunga storia, Ferrari lascia: «Ho già informato sindaco e Holding»

Il presidente dell’Us Pistoiese, Orazio Ferrari allo stadio Melani

Il presidente della Pistoiese era da undici anni alla guida della società. Amareggiato per la retrocessione, è pronto a farsi da parte

PISTOIA. Dopo l'amarissima retrocessione nei dilettanti consumatasi drammaticamente nell'anno del centenario della società, il presidente Orazio Ferrari ha annunciato di voler lasciare il timone della Pistoiese. Una scelta inevitabile dopo un'annata disastrosa come quella appena conclusa, che ha reso insanabile la frattura già piuttosto profonda tra la proprietà e una parte sempre più maggioritaria dell'ambiente arancione. Del resto adesso c'è tutto da ricostruire e sarebbe sembrato francamente impossibile farlo senza un cambio al vertice, dopo undici anni di alterne fortune culminati nel peggior modo possibile.

«Con grande dispiacere ed amarezza dobbiamo purtroppo prendere atto di una retrocessione sul campo – ha scritto il numero uno del sodalizio pistoiese, il giorno dopo la debacle di Gorgonzola che ha sancito la discesa negli inferi senza passare dagli spareggi – Il calcio è imprevedibile e quando meno te lo aspetti è inesorabile. Purtroppo indietro non si torna ed è inutile trovare giustificazioni o colpe che non cambierebbero la realtà – ha proseguito – ora è il momento di fare un passo indietro e lasciare campo a chi vorrà e saprà occuparsi di questa società, che lascio sicuramente in buona salute e con credenziali che poche altre hanno. Ho già informato di questa mia decisione irrevocabile il sindaco Alessandro Tomasi – ha evidenziato Ferrari – perché possa, di comune accordo con la Holding Arancione, esplorare tutte le opportunità possibili per la cessione del club». Perché la partita, è bene chiarirlo, è soltanto all'inizio: il presidente uscente ha fatto il primo passo, ma adesso il successore o i successori vanno trovati. Seri, competenti, con disponibilità economica per gettare le basi per un futuro roseo. E, visto il complicato momento economico che stiamo attraversando, l'impresa non si annuncia facile, con il rischio di passare dalla padella alla brace come già successo in molte altre piazze. L'ultimo tentativo di approccio di una certa consistenza risale a gennaio 2020, quando una cordata di imprenditori americani con interessi nella Grande Mela si era fatta avanti concretamente per rilevare la Pistoiese. Nel silenzio degli addetti ai lavori le cose stavano andando per il meglio, salvo poi sfumare di colpo nonostante fosse stato trovato un accordo di massima (ingresso a stagione in corso con una quota minoritaria e passaggio di proprietà vero e proprio in estate, con importanti investimenti strutturali nel mirino). Successivamente c'è stato spazio per altre voci tutte da verificare, come quella relativa a Danilo Mariani, ex general manager del Livorno e spesso accostato a club di terza serie in difficoltà, nonché ad altri interlocutori dalle mire più fumose, leggasi Domenico Serafino, istrionico imprenditore che ha successivamente dirottato i suoi interessi sulla Sambenedettese, adesso vicina al fallimento. Quanto alla Holding Arancione, ci sarà da capire se qualche soggetto al suo interno possa essere interessato al passaggio di proprietà. Per molti tifosi il riavvicinamento della Fabo nell'ultima stagione è stato sintomo della volontà di impegnarsi più a fondo, ma al momento l'ipotesi di un ritorno in sella della famiglia Fagni non trova conferme. «Spero vivamente e quanto più celermente che si possa far avanti qualcuno in grado di poter gestire il sodalizio – ha sottolineato il numero uno del club – con l'auspicio dei migliori risultati sportivi attraverso un progetto duraturo». Dal canto suo Ferrari, come ha lui stesso sottolineato in precedenza, lascia una società solida e senza debiti, che ha pagato oltremodo una stagione condizionata da scelte scriteriate. Stagione destinata ad offuscare quanto di buono fatto nel corso della presidenza più longeva della storia della Pistoiese, con il ritorno tra i professionisti dopo le vittorie dei campionati di Eccellenza (2011, a Forte dei Marmi) e Serie D (2014, a Piancastagnaio) nonché sette stagioni di permanenza nella terza serie nazionale. «Personalmente è stato ed è fortissimo il mio attaccamento alle sorti di questa società – ha ribadito il presidente – ho cercato con tutte le mie forze di dare tutto me stesso per una corretta gestione e per i migliori risultati sportivi. Sono trascorsi ben undici anni dall'inizio di quest'avventura, momenti belli e meno belli, ma tutti vissuti con l'immutabile orgoglio e l'onore di servire la città e i suoi colori– ha concluso Ferrari – un abbraccio forte a tutti coloro che mi hanno sostenuto ed hanno apprezzato la schiettezza dei miei sentimenti verso questi colori. Ora e sempre, forza arancioni». —

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