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Il Covid si porta via l’amico della montagna

Una immagine felice di Marco Esposito con il suo cane Jack

58 anni, volontario del Soccorso alpino. Aveva casa all’Abetone, era stato attivo a Montemurlo

ABETONE. Ancora a “Jack” non gli è stato “detto”. Ma è facile pensare che lo senta, senza usare troppe parole. Negli ultimi giorni non si è mosso da casa ed era triste.

Erano inseparabili e il legame che esisteva tra Marco Esposito e il suo golden retriever era davvero speciale. Perchè insieme, facendo parte dell'unità cinofila del Soccorso alpino e speleologico toscano, ne hanno vissute davvero tante di esperienze. E adesso il fedele cane è rimasto da solo. Il Covid-19 ha avuto la meglio su Marco e sabato mattina, dopo un periodo difficile, l'amico della montagna e di Abetone, non ce l'ha fatta ed è morto. Il dolore tra chi lo ha conosciuto e gli amici-colleghi del Soccorso alpino e dell'Associazione volontari soccorso sci Appennino toscano (Avssat) di Fabrizio Calviani è stato indescrivibile. Non ci credono ancora che da sabato il loro amico Marco, 58 anni di Firenze ma che aveva anche una casa a Le Regine di Abetone, non possa essere più con loro a salvare vite umane e a soccorrere chi si trova in pericolo. E a piangerlo è anche la montagna, perchè Marco Esposito ha speso la sua intera vita a testimoniare l'amore per questi posti e per questa natura.

Ottimo sciatore, altruista, una vita messa al servizio degli altri sia sulle piste abetonesi che nei sentieri di montagna. «Anni fa Marco – racconta Fabrizio Calviani – era attivo alla Misericordia di Montemurlo ma poi lo invitai a far parte della nostra associazione impegnata sulla sicurezza delle piste e da 23 anni era dei nostri. Marco amava la montagna e coltivava quotidianamente la sua passione. Un amore viscerale, improntato ad aiutare gli altri e al soccorso. «Quando suo figlio aveva 4 anni – aggiunge Calviani – cominciò a portarlo sulle montagne dell'Abetone e a insegnarli a sciare. Tanto che gli facemmo una piccola divisa apposta ed era la nostra mascotte».

Nel Soccorso Alpino, invece, Marco ha militato per 11 anni ed era tecnico cinofilo del servizio regionale con il suo cane “Jack”. «Praticamente ci sentivamo tutti i giorni – racconta Andrea Biagini, capostazione del Sast – perchè era spesso in servizio e quando non poteva ci chiamava per tenersi sempre informato. Marco per tutti noi era una persona speciale, sempre col sorriso sulle labbra che anche nei momenti più difficili trovava il modo per tiraci su. Un vero appassionato di montagna. Questa tragedia ci fa riflettere ancora una volta che non bisogna mai abbassare la guardia contro il Covid-19». Una persona sana, sportiva, colpita dal Covid-19 che alla fine ha avuto la meglio su di lui, ricoverato l'ospedale fiorentino di Careggi. «A titolo personale – dice Calviani – voglio ringraziare l'equipe medica di Careggi che si è presa cura di Marco. Sono stati spettacolari, sia sotto l'aspetto delle cure ma anche sotto quello umano».

La morte di Marco Esposito ha colpito enormemente tutti gli amici che lo conoscevano e sui vari social sono stati in tanti a lasciare un saluto e un ricordo all “amico amante della montagna abetonese” esprimendo il loro dolore. Il Primo Maggio sarà un giorno che i volontari del Sast e di Avssat sii ricorderanno per sempre e sarà anche un giorno, con iniziative ancora da pensare, che dedicheranno alla memoria del grande amico.

Intanto il Soccorso Alpino, sulla propria pagina facebook, rende noto che se qualcuno volesse fare una donazione in ricordo di Marco l'iban creato appositamente è IT69A3600334210600000000291 (intestatario Matteo Berna; causale: ricordo di Marco). Marco lascia la moglie Stefania ed il figlio 25enne Leonardo. La salma rimane esposta alle Cappelle del Commiato all'ospedale di Firenze fino ad oggi alle 15,30, dove si svolgerà una cerimonia per l'ultimo saluto. —

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