Contenuto riservato agli abbonati

Il Comune di Pistoia vende edificio inagibile. Tra i compratori l’ex Pistoia Basket Eugenio Capone

Già stella della Kleenex, è da tempo titolare di un’agenzia immobiliare. L'amministrazione comunale ha ceduto l’immobile per 71.500 euro

PISTOIA. Sul cartello “vendesi” questa volta il Comune aveva indicato un prezzo praticamente dimezzato rispetto a quello dell’anno prima: 55.100 euro invece di 110.000. E alla fine, sono saltati fuori ben tre pretendenti all’acquisto del vecchio edificio di via Buonfanti. Uno dei tre ha accettato, alla fine, di tirare fuori 71.500 euro e da alcuni giorni è il nuovo proprietario del cadente edificio, circondato da impalcature ormai da otto anni ed ormai del tutto inagibile.

Si tratta in realtà di un gruppo di tre imprenditori, uno dei quali è decisamente un volto noto per i pistoiesi: Eugenio Capone, 54 anni, ex stella del Pistoia Basket, qui nelle vesti di titolare della sua azienda immobiliare, la Tuscan Real Estate, specializzata in operazioni immobiliari per clientela italiana e straniera. Insieme a lui, ci sono altri due imprenditori: il fiorentino Giuseppe Scipio, 71 anni, e Gaetano Salamone, 53 anni, siciliano di Enna ma con studio e impresa a Sesto Fiorentino.


Lo stabile di via Buonfanti – otto appartamenti distribuiti su tre piani – risale alla fine dell’Ottocento. Fu acquistato dal Comune tra il 1987 e il 1990, in vista di una ambiziosa opera di ristrutturazione di tutto il quartiere (comprese le vicine case di via Tomba). Già allora le mura erano in pessime condizioni, corrose dall’umidità e dall’incuria. Ovviamente da tempo nessuno più ci abitava. L’operazione, grazie a dei fondi regionali, poi partì nel 2010-2011, ma contemporaneamente nel palazzo crollarono dei solai e questo rese problematico l’intervento. Tanto che nel 2016 la Spes (la società delle case popolari) restituì l’edificio al Comune. Due anni dopo l’amministrazione decise di inserirlo nei beni in vendita, il “lotto 99” del piano delle alienazioni immobiliari attualmente vigente. Nel febbraio dello scorso anno la giunta Tomasi passò all’azione e – forte di una stima che valutava l’edificio 110mila euro – lanciò il primo bando. Risultato, nessuna offerta. A luglio il bando viene ripetuto, scendendo questa volta a 88.000 euro di base d’asta. Risultato, identico al precedente.

Il Comune tenta allora la strada della “procedura negoziata diretta”, ammessa dal regolamento delle alienazioni quando si abbiano alle spalle due aste deserte. Una nuova stima valuta il valore dell’edificio in 55.100 euro. E sulla base di questa cifra, alla gara partecipano tre offerte entro la data prevista, il 2 aprile scorso. Una è quella di Capone, Scipio e Salamone, che offrono 56mila euro. Poi si fa avanti una società immobiliare, la SantaGiusta srl, con una proposta di 55.700 euro. Infine, un’altra società immobiliare, la LM2G di Serravalle, che offre 60mila euro.

Passando alla seconda fase le due migliori offerte: cinque giorni più tardi gli imprenditori si ritrovano in Comune e, di fronte ai tecnici addetti, presentano in busta chiusa i loro rilanci. Il trio Capone-Scipio-Salamone firma un impegno per 71.500 euro, mentre l’impresa serravallina si ferma a 66.100. Di qui l’aggiudicazione ai primi della proprietà del cadente edificio di via Buonfanti: la dirigente del settore lavori pubblici e patrimonio, Francesca Nobili, firma la determinazione relativa l’indomani del 25 aprile, atto apparso pochi giorni fa all’albo pretorio del Comune.

Quale sarà il futuro del vecchio e decrepito stabile? Il Piano per la città storica dell’architetto Pierluigi Cervellati prevede un intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria con ristrutturazione e riqualificazione. È ammesso il rialzamento di un piano, ma il disegno della facciata deve essere conservato così come si presenta attualmente.

La destinazione d’uso ammessa è quella di residenze. Soltanto il piano terra può essere destinato a negozi, laboratori artigianali o uffici. —