«Cinquemila posti sono a rischio» La Cgil rilancia l’allarme economia

PISTOIA. Suona ancora l’allarme per la situazione economica e sociale della provincia di Pistoia il segretario generale della Cgil Daniele Gioffredi. «Sono a rischio – denuncia – cinquemila posti di lavoro e la tenuta e la coesione sociale del nostro territorio, dove si registra il tasso di disoccupazione più alto della Toscana».

Partiamo dai posti a rischio. Lo sblocco dei licenziamenti – attualmente congelati grazie alle misure anti-Covid – avverrà in due fasi, il 30 giugno e il 31 ottobre prossimi. Nel 2020 l’ Inps ha autorizzato a Pistoia la cifra record di 10 milioni 139.776 ore di cassa integrazione, tra ordinaria, deroga e straordinaria, senza contare i fondi del settore artigianato e terziario. «Questo significa – dice Gioffredi – che i posti di lavoro equivalenti potenzialmente a rischio, secondo una nostra stima sono circa cinquemila, che si andrebbero ad aggiungere a tutte quelle centinaia di contratti a termine scaduti e non rinnovati alla loro scadenza». A conferma di una situazione occupazionale molto preoccupante, «c’è – sottolinea il segretario Cgil – il dato relativo al tasso di disoccupazione che è l’8 per cento (quello femminile addirittura il 9,6), il più alto della Toscana».


Non va certamente meglio, riguardo alla situazione di povertà e fragilità sociale. Ecco i numeri: 3.801 nuclei familiari composti da 7.880 persone, tra aprile 2019 e dicembre 2020 hanno percepito il reddito e pensione di cittadinanza, con un importo medio mensile di 478 euro che è il più alto della Toscana (in media, 448). «Dato significativo – riflette Gioffredi – che evidenzia non solo povertà reddituale ma anche sociale, a partire da quella abitativa ed educativa».

Lo stesso reddito di emergenza che viene erogato nelle situazioni di povertà assoluta ha un impatto importante a Pistoia, riguarda infatti oltre mille nuclei familiari per quasi 2.500 persone, che tra maggio e novembre dello scorso anno lo hanno percepito.

«Occorre – conclude Daniele Gioffredi – che a partire dall’utilizzo delle risorse del Next Generation Ue, si vada nella direzione della creazione di buona e stabile occupazione, si acceleri sulla non più rinviabile definizione di una riforma in senso universale degli ammortizzatori sociali e di nuove politiche attive del lavoro. A livello locale, a partire dalle istituzioni e dalle parti sociali, bisogna prendere consapevolezza della gravità della situazione e assumere l’iniziativa per un cambio di passo, perché il tempo a disposizione sta davvero finendo. Il nostro territorio va reso attrattivo per investimenti produttivi e farlo tornare a recitare il ruolo che gli compete dentro il motore propulsivo della Toscana centrale». —

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