Coronavirus, il Cnr contro le riaperture anticipate: «In zone come la provincia di Pistoia certo l’aumento dei contagi»

Dall'istituto l’altolà all’allentamento fra soli sette giorni delle misure nei territori ancora sopra i 200 casi settimanali

PISTOIA. Riaprire fra una settimana non sarebbe un rischio calcolato. Per province come quella di Pistoia, con l’indice di positività settimanale ancora sopra a 200, vorrebbe dire la certezza di un nuovo aumento dei contagi.

A sostenerlo è il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del Cnr, in base all’analisi della curva dei contagi dopo il ritorno della didattica in presenza. «Riaprendo a fine maggio – spiega – saremmo nelle condizioni di rischio calcolato, rischio – rilevante con i valori non bassi dell’incidenza in cui ci troviamo – dello sviluppo di nuove varianti, che potrebbero essere resistenti ai vaccini somministrati fino ad allora. Riaprendo tra dieci giorni, è sbagliato parlare di rischio calcolato. Infatti, il rischio, in generale, è riferito a eventi che non possiamo prevedere con certezza, mentre in questo caso è certo che, riaprendo tra dieci giorni, avremo un aumento dell’incidenza, come sta avvenendo negli Stati Uniti, che hanno riaperto nel mezzo della campagna di vaccinazione di massa».


Una riapertura troppo precoce che, secondo i suoi calcoli, in Italia costerebbe almeno diecimila vite umane. Un’analisi che Sebastiani fa non solo per undici province italiane che attualmente hanno un’incidenza di casi da zona rossa (sopra i 250 nuovi contagiati settimanali per 100mila abitanti), ma anche per le 14 province che, pur non superando la soglia limite sono al di sopra di quota 200, tra cui, appunto, Pistoia, che ieri era a 216. «Penso – osserva Sebastiani – che la situazione non migliorerà tra setti giorni, poiché, secondo le mie previsioni, le province sopra i 200 casi a settimana per 100mila saliranno da 25 a 28. Alla luce di questi dati sarebbe opportuno che le riaperture avvenissero a fine maggio, quando avremo vaccinato in modo completo, ossia con entrambe le dosi, tutte le persone con 70 anni o più, che corrispondono all’86 per cento della mortalità per Covid 19, salvando così almeno diecimila vite umane».

E di vittime, intanto, il Covid ne ha mietute altre quattro in provincia di Pistoia nell’arco di ventiquattr’ore. Si tratta di Stefania Loffredo, 73 anni, che è morta nella comunità religiosa della diocesi “Grano di frumento”, a Quarrata, dove risiedeva; di Hamed Mansour, 70 anni, di origini egiziane, che da tanto tempo abitava a Pistoia con la moglie, spirato ieri mattina all’ospedale San Jacopo;di Maria Napolitano, 80 anni, di Monsummano, deceduta all’ospedale di Pescia; e di Donella Palandri, 96 anni, morta nella sua abitazione di Quarrata.

Arrivata ieri la notizia che il 13 aprile, alle cure intermedie dei Fraticini, a Firenze, dove era ricoverato, è deceduto Sergio Biagioni, 87 anni, di Pistoia. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA