Antico dipinto rubato 22 anni fa, denunciato informatico di Pistoia

L’opera sparita da una chiesa del Modenese e messa in vendita sul web è stata scoperta dai carabinieri in casa di un commerciante ambulante

pistoia. Un giovane informatico di Pistoia e un commerciante ambulante di antichità di Foligno sono stati denunciati per il reato di ricettazione dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Perugia, che hanno recuperato e restituito al parroco della chiesa di Castelvecchio di Prignano sulla Secchia (Modena) un dipinto a olio su tela – “Santi Geminiano, Lucia e Apollonia”, realizzato da un artista modenese vissuto nel 17° secolo – che era stato rubato nel 1999 dalla sacrestia.

L’individuazione e il successivo recupero dell’opera, delle dimensioni di 145 centimetri per 15 centimetri, sono avvenuti nell’ambito di un’indagine avviata a gennaio 2020, coordinata dalla procura della Repubblica di Pisa grazie al monitoraggio del mercato online di oggetti d’arte da parte dei carabinieri Tpc. Controllando alcuni annunci di vendita, i militari del reparto specializzato dell’Arma hanno individuato l’inserzione di un antico dipinto dalla seguente descrizione: “Bella pala di indubbia attribuzione siciliana, con rappresentati i Santi Leone, Lucia e Apollonia, o forse Santa Lucia (gli occhi) Sant’Agata (le tenaglie) e il vescovo potrebbe essere San Nicola, in buono stato di conservazione. La tela misura 120 x 150 ed è corredata da una bacchetta dorata a perimetro».


La tipologia dell’opera pittorica, le sue dimensioni e le figure religiose rappresentate hanno allertato i carabinieri, che attraverso la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” – il più completo database di beni rubati esistente al mondo, gestito dal comando Tpc – hanno ottenuto il cosiddetto “riscontro positivo”: la comparazione ha condotto i militari a un furto avvenuto in provincia di Modena nella notte fra il 6 e il 7 giugno del 1999 nella chiesa di Santa Maria Assunta di Castelvecchio. Là i ladri trafugarono tre opere pittoriche seicentesche, temporaneamente collocate nella sacrestia a causa di alcuni lavori di ristrutturazione. Fino al 2006 se ne persero le tracce, quando fu individuata una delle tre tele, sequestrata dai militari del nucleo Tpc di Monza. A distanza di ventidue anni è ricomparso un secondo dipinto.

L’autorità giudiziaria ha subito emesso un provvedimento di sequestro nei confronti dell’inserzionista, identificato attraverso il nickname sull’annuncio di vendita, titolare di un esercizio commerciale d’antiquariato della provincia di Pisa. Nel vedersi notificato l’atto dai carabinieri, il commerciante si è mostrato sorpreso, dichiarando di non avere mai trattato né visto il dipinto, confermando però la proprietà del profilo web associato all’annuncio. Un suo conoscente di Pistoia, esperto d’informatica, sentito dai carabinieri, ha confermato quanto riferito dall’antiquario, ammettendo inoltre di avere inserito lui l’annuncio di vendita per conto di un amico di Foligno, commerciante ambulante di manufatti antichi. La perquisizione effettuata a casa di quest’ultimo, un cinquantacinquenne del luogo, ha permesso di trovare il dipinto, già imballato e pronto per essere spedito in Sicilia a un privato acquirente. —

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