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Quarrata, regolare l’aggiudicazione dei servizi cimiteriali

Respinto dal Tar di Firenze anche il secondo ricorso presentato contro il Comune dalla società seconda in graduatoria

QUARRATA. Regolare il provvedimento con cui, nell’ottobre 2019, il Comune di Quarrata aveva aggiudicato per cinque anni l’appalto per i servizi cimiteriali al Consorzio cooperative sociali per l’inclusione lavorativa. A sentenziarlo è stato il Tribunale amministrativo regionale, che ha respinto il ricorso (il secondo, tra l’altro) presentato dalla onlus che si era posizionata al secondo posto nella graduatoria, la Sintesi società cooperativa sociale onlus.

Secondo la società cooperativa che aveva presentato il ricorso (stiamo parlando del primo), era troppo elevato lo scostamento di 165.000 fra la cifra indicata nell’offerta risultata vincente e il costo della manodopera indicato nelle tabelle di riferimento: una discrepanza che avrebbe dovuto indurre ad accertare quantomeno se alla base vi fosse una sottostima del personale necessario ad assicurare il servizio o una mancata applicazione dei livelli minimi di retribuzione. Fatto sta che il Tar aveva disposto che l’amministrazione comunale eseguisse una valutazione di congruità di tale voce di costo. E tale valutazione era arrivata ed era stata giudicata positivamente. Tanto che a fine agosto 2020 era stato firmato il provvedimento che confermava l’aggiudicazione dell’appalto al Consorzio cooperative sociali.


Ma anche contro tale provvedimento la Sintesi onlus ha presentato un ricorso. Che il Tar, con una sentenza pubblicata il 6 aprile, ha rigettato. Respingendo tutte le motivazioni che ne erano a fondamento. Come la contestazione relativa al fatto che l’aggiudicataria avrebbe raddoppiato il numero di ore lavorate da due dipendenti, da 12 a 24 ore settimanali ciascuna. Nella relazione tecnica redatta dall’amministrazione a conclusione della verifica – spiega il Tar – risulta come si fosse trattato di un errore materiale: il numero complessivo delle ore era erroneamente indicato con riferimento ad una sola di esse.

Respinto anche il secondo motivo del ricorso: l’ aggiudicataria avrebbe falsamente presentato un progetto di riassorbimento del personale che non rispecchia quanto poi sarebbe avvenuto. «Il progetto di riassorbimento del personale – spiega il Tar – si basa su previsioni formulate ex ante che possono anche non verificarsi. Ciò è particolarmente vero per le cessazioni e i pensionamenti che dipendono sovente da scelte dei dipendenti che possono mutare nel tempo per il sopravvenire di nuove normative o per altre ragioni che l’impresa non può certo sindacare».

Con il terzo motivo, Sintesi onlus sosteneva che il Comune, per verificare la congruità del costo del personale, si sarebbe basata sui dati forniti dall’impresa stessa relativi al primo semestre di svolgimento del servizio anziché operare un’analisi oggettiva. «Dalla relazione conclusiva del procedimento prodotta dall’amministrazione – ribatte il Tar – risulta palese che l’esame dell’andamento effettivo del costo del personale nel primo semestre di svolgimento del servizio ha costituito solo un momento finale di verifica utile per corroborare conclusioni a cui essa era già pervenuta sulla scorta di altre considerazioni». —

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