Mense, ultimatum ai genitori: «Pagate gli arretrati o niente servizio a scuola»

Poi il Comune chiarisce: «Nessun bambino resterà senza pasto a scuola». E ha ricordato a tutti le regole: se non puoi pagare, contatta l’assessorato e spiega il perché

Niente pranzo a scuola, da lunedì 19, se babbo e mamma non sono in regola col pagamento della mensa. Un vero e proprio ultimatum, quello contenuto nei messaggi recapitati nei giorni scorsi a centinaia di famiglie con i bambini da poco tornati sui banchi, dopo il blocco dell’attività didattica per il Covid.

Nelle lettere si spiega che il Servizio educazione e istruzione del Comune «ha informato che a partire dal giorno lunedì 19 aprile – così la lettera spedita dall’istituto comprensivo “Martin Luther King” di Bottegone – non erogherà più i pasti per coloro che non sono in regola con i pagamenti della refezione scolastica... Si invitano pertanto con urgenza i genitori a controllare i messaggi eventualmente ricevuti dal servizio mensa e a regolarizzare la propria posizione debitoria. In alternativa purtroppo il genitore dovrà riprendere il proprio figlio da scuola e riaccompagnarlo dopo pranzo».


Un’applicazione delle nuove “Disposizioni organizzative per i servizi scolastici del Comune”, quelle che hanno anche introdotto il pagamento anticipato dei pasti per via telematica. E che prevedono – se una famiglia non “ricarica” il proprio credito per la mensa e ignora i relativi avvisi – la sospensione del servizio dopo un mese dal primo messaggio.

Inutile dire che molte famiglie si sono ribellate all’ultimatum. Ma come può una scuola non dare il pasto ad un bambino, anche se non è stato regolarmente pagato? E poi, proprio in un periodo come questo, difficile per tutti?

Ieri pomeriggio, è stato lo stesso Comune a chiarire la situazione. All’origine di tutto, l’accumularsi di molte utenze non in regola con i pagamenti: addirittura la metà delle circa cinquemila totali per il servizio di mensa scolastica. Alcune sono famiglie in difficoltà, ma in altri casi si trattava di dimenticanze, vista la lunga sospensione dell’attività scolastica. Così il Comune ha ricordato a tutti le regole: se non puoi pagare, contatta l’assessorato e spiega il perché; altrimenti l’erogazione dei pasti verrà automaticamente sospesa. E i frutti si sono visti: in pochi giorni il numero di utenti non in regola è precipitato da 2. 500 a 350. Ma per questi ultimi scatterà lo stop al servizio? Niente affatto.

«Nessun bambino resterà senza pasto a scuola» si assicura. «Il Comune negli scorsi giorni ha invitato gli utenti che non avevano ancora ricaricato a presentarsi al servizio istruzione o a chiamare gli uffici per affrontare le problematiche legate al pagamento» e «per coloro che hanno espresso difficoltà di pagamento per questioni economiche, il Comune ha attivato le necessarie misure di sostegno». Quindi «il servizio mensa non sarà in alcun modo interrotto ed i pasti verranno garantiti a tutti i bambini, con tariffe immutate e in base alle fasce Isee di appartenenza». Insomma, tutti gli attuali morosi verranno chiamati per trovare una soluzione e nessun bambino resterà senza pranzo.

Resta il fatto che una migliore comunicazione con le famiglie utenti sarebbe stata sicuramente apprezzata da tutti. –