«Cento accessi al giorno, ma mai nessuna attesa così lunga»

pistoia. Da circa dieci giorni il numero degli accessi quotidiani al pronto soccorso del San Jacopo è aumentato, passando da una media di 85 a circa 100. Dal 27 marzo al 5 aprile sono stati 1.012 , mentre i ricoveri sono stati 282. Tuttavia, alla direzione sanitaria del presidio ospedaliero non risultano attese medie così lunghe prima del ricovero come quelle denunciate dal sindacato degli infermieri Nursind.

«A volte – spiegano in una nota – si può verificare una maggiore attesa per il paziente se l’inquadramento diagnostico non è cosi chiaro da indirizzare al sicuro ricovero».


La direzione sanitaria del San Jacopo e la direzione infermieristica effettuano un monitoraggio continuo e in tempo reale della situazione a pronto soccorso. «E proprio perché venerdì 2 aprile si sarebbe potuto verificare il fenomeno del boarding – spiegano – hanno provveduto a rimodulare in tempo reale gli spazi del pronto soccorso, rendendo disponibile un ulteriore ambulatorio a servizio del settore no Covid. La situazione del San Jacopo, in un periodo di curva pandemica ancora sostenuta, è simile a tutti gli altri ospedali, con momenti di boarding in pronto soccorso e momenti in cui si riesce a gestire in tempo reale il ricovero nei reparti. È ovvio che l’attesa, non solo per chi è destinato al ricovero ma anche per chi è in attesa di concludere l’inquadramento diagnostico, è su barelle, tranne che nel settore Obi Covid, dove, proprio per superare la criticità dei tempi più lunghi dettati dall’attesa del tampone, il setting è allestito con letti».

Le direzioni sanitaria e infermieristica assicurano che i tempi d’attesa delle risposte del tampone sono «contenuti», dal momento che gli esami vengono effettuati h 24. E dopo il risultato, «i pazienti vengono indirizzati verso il proprio percorso, senza alcun incrocio».

«Tutti gli operatori sanitari stanno svolgendo un ottimo lavoro di squadra – proseguono– e ovviamente tutti cerchiamo di rispettare le indicazioni, anche in merito al numero massimo di persone presenti in pronto soccorso. È evidente che in alcuni momenti di iperafflusso, piuttosto che far aspettare i pazienti dentro le ambulanze, si è costretti ad aumentare la capacità ricettiva».

Sempre però applicando le corrette modalità organizzative.

«La professionalità dei nostri operatori non è mai mancata – si spiega nella nota – così come il loro spirito di abnegazione, e questo lo dimostra il basso numero dei contagi che possono essere stati intercettati, a seguito degli screening intraospedalieri, all’interno dei setting di degenza. È questo un fenomeno purtroppo abbastanza diffuso in questa terza ondata, in quanto siamo di fronte alle varianti, che hanno una maggiore velocità di circolo e conseguentemente di contagio: non è infrequente purtroppo il verificarsi di riscontro di positività anche in soggetti entrati con ricovero programmato (non passando dal pronto soccorso) con una negatività all’ingresso». —

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