Oltre cento persone in piazza a Pistoia: "La didattica a distanza sta uccidendo una generazione" - VIDEO

Manifestazione di "Priorità alla scuola", Cobas e coordinamento precari. Molti interventi

"Sono sempre a casa e impazzisco": gli studenti contro la Didattica a distanza

PISTOIA. Oltre un centinaio di persone in piazza del Duomo per gridare di nuovo "no" alla didattica a distanza e alla penalizzazione del mondo della scuola e dell'istruzione nelle misure prese contro l'epidemia di Covid. Alla manifestazione organizzata venerdì 26 marzo dal comitato Priorità alla scuola (non solo a Pistoia ma in una sessantina di altre città italiane), dal sindacato Cobas scuola e dal coordinamento docenti precari, hanno partecipato quasi esclusivamente donne: insegnanti, mamme (a volte le due figure contemporaneamente), studentesse. Tanti gli interventi al microfono, piazzato sotto le mura del tribunale. E da tutti traspariva la grande preoccupazione che il lungo periodo di scuole chiuse e studenti costretti a casa davanti ai loro computer possa produrre, a lungo andare, danni irrimediabili ad una intera generazione.

"Lo scorso anno - ha sottolineato Francesca Sensi, del comitato Priorità alla scuola - potevamo forse ancora parlare di emergenza. Ma adesso no, non è più possibile giustificare le scuole chiuse con questo concetto. In realtà è dimostrato che le scuole sono sicure e controllate e che i ragazzi rispettano le regole. Invece le istituzioni hanno dimostrato di essere contro la scuola, di disprezzarla. Invece le scuole vanno riaperte e vanno riaperte adesso".

Duro anche l'intervento di Carlo Dami (Cobas scuola) che ha parlato di governo di "dilettanti allo sbaraglio", che fanno scelte sulla scuola funzionali esclusivamente agli interessi del sistema produttivo e non della crescita umana delle persone.

Un'insegnante di inglese, docente precaria, Elena Danti, ha letto alcuni brani di composizioni in cui i suoi alunni descrivono in termini molto negativi l'esperienza della didattica a distanza. Ma l'applauso più convinto l'ha suscitato l'intervento di un alunno di scuola media. "Ogni mattina - ha raccontato - mi sveglio pensando di rivedere i miei compagni, invece sono costretto a stare davanti al computer. Ma non è la stessa cosa. Con il computer non ci posso scherzare, non posso chiedergli come stai. Questa scuola non mi piace, io voglio tornare".

La manifestazione si è conclusa con l'invito a tutti a mantenere la massima attenzione sulla situazione della scuola, manifestando il proprio disagio  in tutti i modi ma anche chiedendo lezioni in presenza all'aperto.